“Ecco come è stata uccisa”. Laura Ziliani, spuntano particolari atroci sugli ultimi istanti di vita

Laura Ziliani, la scoperta sull’omicidio dell’ex vigilessa di Temù scomparsa dall’8 maggio scorso. Un’“efficienza criminale” e una “freddezza non comune” nel commettere un fatto di “indicibile gravità” per un movente “esclusivamente economico”.

Questo è stato scritto dal gip di Brescia, Alessandra Sabatucci, nell’ordinanza cautelare con cui ha disposto l’arresto nei confronti di due sorelle di 26 e 19 anni, figlie di Laura Ziliani e del fidanzato della sorella maggiore, Mirto Milani. I tre sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dell’omicidio volontario e dell’occultamento di cadavere della donna.

Laura Ziliani omicidio morte soffocamento cuscino

Dalle indagini emerge che ”la notte tra il 7 e l’8 maggio 2021 Zani Silvia, agendo in concorso con la sorella Paola e con Milani Mirto, abbia somministrato alla madre del bromazepan, sostanza di cui i tre avevano la disponibilità”.


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A causare la morte dell’ex vigilessa non pare essere stato il composto di benzodiazepine trovato nel suo corpo. Laura sarebbe morta per soffocamento con un cuscino mentre dormiva sotto effetto di ansiolitici “potenzialmente idonei a compromettere le capacità di difesa”.

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Laura Ziliani omicidio morte soffocamento cuscino

Sono passati circa 140 giorni dal decesso, dunque solo ulteriori analisi sul cadavere potranno confermare la pista del soffocamento non violento. E al momento si continua ad apprendere su Bresciaoggi e l’edizione bresciana del Corriere della Sera che i tre compariranno davanti al gip Alessandra Sabatucci, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare su richiesta del pm Caty Bressanelli.

Pubblicato il alle ore 11:22 Ultima modifica il alle ore 11:22