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“Processo lampo”. Omicidio Giulia Cecchettin, cosa succede ora a Filippo Turetta

  • Italia

Omicidio Giulia Cecchettin, novità su Filippo Turetta dopo la confessione fatta al pm. Per lui la sentenza, che sarà di condanna vista l’ammissione del reato, potrebbe arrivare molto presto. Nei giorni scorsi, intanto, il papà di Giulia aveva spiegato come sarà molto difficile riuscire a perdonare l’uomo che ha ucciso la figlia in maniera così barbara. “Non lo so – ha detto a Storie Italiane – un conto è non provare rabbia, il perdono è un passo ulteriore. Sarà difficile, neanche Gesù ha perdonato i suoi carnefici e ha chiesto a Dio di farlo”.

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“Spero che (Filippo ndr) si renda conto di quello che ha fatto e magari un giorno possa dare lui dei messaggi ad altre persone che potrebbero avere la stessa difficoltà”, ha poi aggiunto mandando “un grande abbraccio” ai genitori del giovane, in carcere per l’omicidio. “Forse io tornerò a danzare sotto la pioggia, a fare un sorriso, loro faranno molta fatica quindi hanno tutta la mia comprensione e il mio sostegno”, ha affermato.

Omicidio Giulia Cecchettin, per Filippo Turetta processo lampo?

Intanto a Il Messaggero l’avvocato penalista Antonio Giambrone ha spiegato che quello a Filippo Turetta sarà: “Un processo lampo”, assicura. Perché? Nel corso dell’interrogatorio dinanzi al PM il giovane ha “pacificamente confessato di aver commesso il terribile reato che gli viene contestato”. Un elemento cardine. Ma quanto tempo effettivamente impiegherà la giustizia per arrivare alla sentenza?

Spiega ancora il quotidiano romano: “Considerato che il PM ha 180 giorni di tempo per richiedere il giudizio immediato e che la successiva fase dibattimentale si profila particolarmente fluida, azzardando un’ipotesi allo stato non verificabile, si può ragionevolmente prevedere che il processo potrebbe concludersi, per lo meno in primo grado, nel giro di un paio d’anni dalla commissione del reato (il che, per fatti così delicati e accuse di una tale gravità, equivale ad un processo lampo)”.

“Una volta conclusa la fase cautelare, con il prevedibile mantenimento della misura custodiale applicata all’imputato, il PM dovrebbe chiedere la definizione del procedimento con le forme del rito immediato (che il G.I.P. dovrebbe concedere vista la confessione resa nell’interrogatorio). Una volta instaurata la fase dibattimentale, non resterà che fornire le prove della colpevolezza (a questo punto conclamata)”.


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