Oltre 4mila scherzi telefonici in 4 anni: ora rischia 5 anni di carcere

Cadaveri avvistati, rapine, suicidi, incendi e tanto ancora. E immediatamente si attivavano i soccorsi con auto di polizia, ambulanze e pompieri a sirene spiegate. Inutilmente. Perché si trattava di scherzi telefonici. Per 4.654 volte aveva alzato la cornetta per inventarsi uno scherzo. Alla fine la professionista delle burle telefoniche, sudcoreana di Seul, è stata arrestata e ora rischia una pena fino a 5 anni di carcere e una multa che sfiora i 10mila dollari. Potrebbe cavarsela solo con il pagamento della sanzione amministrativa, ma intanto è stata portata in carcere dove è stata interrogata. “Faceva gli scherzi quando ero ubriaca”, ha raccontato mortificata agli agenti, provando a spiegare che tutte le volte in cui cadeva nella tentazione di chiamare il pronto soccorso o la forza pubblica non era in stato di coscienza. Le chaiamte sono state effettuate un un arco di tempo di quattro anni, dal 2010 al 2014, con una media di circa tre chiamate al giorno. Ma la legge del paese asiatico è dura: prevede fino a cinque anni di carcere e multe fino a 9.500 dollari per chi si prende gioco dei numeri di emergenza in modo non occasionale. E, inoltre, le autorità stanno facendo il calcolo del costo per le casse pubbliche che l’ossessione della donna per i numeri di emergenza ha comportato in questi quattro anni, con migliaia di interventi di operatori andati a vuoto in tutta la capitale.