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“Non è di Sempio”. Garlasco, la nuova perizia e l’annuncio degli avvocati

  • Italia

La nuova fase dell’inchiesta sul delitto di Garlasco entra in un passaggio decisivo, con la difesa di Andrea Sempio pronta a ribaltare l’impianto accusatorio. Dopo la chiusura delle indagini preliminari dello scorso 7 maggio, il fascicolo aperto dalla Procura di Pavia si arricchisce ora di nuovi elementi tecnici che potrebbero cambiare la lettura di uno dei casi più discussi della cronaca italiana. Al centro della scena torna l’unico indagato del nuovo filone, mentre cresce l’attesa per le mosse dei suoi legali.

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In questo scenario si inserisce un passaggio cruciale: il deposito delle consulenze difensive, previsto entro i termini stabiliti dal codice. Si tratta di un momento chiave perché segna l’avvio di un vero e proprio contrattacco legale, destinato a incidere sul futuro dell’inchiesta e sulle valutazioni della Procura.


Garlasco, il giallo è sempre più fitto

A imprimere una svolta sono stati gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, che hanno annunciato il deposito di una serie articolata di perizie. Tra queste spiccano la consulenza dattiloscopica sull’impronta 33, l’analisi della Bloodstain Pattern Analysis (Bpa), una relazione medico-legale e un supplemento genetico sul Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima. Non solo: nel pacchetto rientrano anche approfondimenti sulle impronte di piede e una memoria difensiva pensata per dare un contesto preciso ai cosiddetti soliloqui dell’indagato.

Gli stessi legali hanno chiarito la loro strategia con parole nette: “memoria con produzioni documentali per contestualizzare i soliloqui. Non depositiamo ancora quella personologica perché riteniamo non utilizzabile ai fini di prova quella del Racis (la depositeremo solo se quella del Racis venisse ritenuta utilizzabile al fine di prova)”. Una scelta che punta a mettere in discussione il valore probatorio di alcune analisi svolte dagli investigatori.

Ma il punto che potrebbe davvero cambiare la direzione dell’inchiesta riguarda le impronte di scarpa. La difesa insiste su un aspetto tecnico destinato a far discutere: la compatibilità fisica tra il piede dell’indagato e le tracce rinvenute sulla scena del crimine. A tal proposito, l’avvocato Cataliotti ha dichiarato senza esitazioni: “Per quanto riguarda le impronte di scarpa noi riteniamo che il piede di Sempio non sia compatibile per larghezza con le impronte rilasciate”. Una presa di posizione che, se confermata, potrebbe indebolire uno degli elementi più delicati del quadro accusatorio.

Proprio la scarpa è una delle prove regine del nuovo impianto accusatorio. Parallelamente, resta aperto il tema della consulenza sulla personalità dell’indagato. I legali contestano l’elaborato affidato al Racis, ritenendolo privo di valore probatorio. Per questo motivo hanno deciso di non depositare, almeno per ora, una loro analisi personologica, riservandosi di farlo solo nel caso in cui quella degli investigatori venga ritenuta utilizzabile in sede processuale.

Altro capitolo centrale riguarda i soliloqui di Andrea Sempio, finiti sotto la lente degli inquirenti. Anche su questo punto la difesa prova a ridimensionarne la portata, spiegando: “Abbiamo predisposto ai fini del deposito una breve memoria con allegati gli screenshot delle pubblicazioni, dei forum, dei video, dei vari podcast o trasmissioni o dibattiti sui social forum da cui Andrea ha attinto per quei soliloqui oppure quei dialoghi che non presentavano dunque nulla di inedito”. Una linea difensiva che punta a dimostrare come quelle frasi non siano frutto di conoscenze dirette, ma di contenuti già circolati pubblicamente.

Nel frattempo, il clima attorno al caso resta incandescente. Si registra infatti uno scontro parallelo tra Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, e Stefania Cappa, una delle gemelle coinvolte indirettamente nella vicenda, che ha presentato una denuncia per diffamazione e calunnia. De Rensis, intervistato, ha dichiarato: “Dopo la notizia della riapertura delle nuove indagini su Garlasco, oggi per me è il giorno più bello nell’ultimo anno e mezzo, il giorno in cui finalmente si potrà chiarire qualcosa, che poi ognuno interpreterà come vuole, i fatti parlano”, aggiungendo anche dettagli su precedenti contatti e proposte ricevute.

A chiudere il quadro, le parole della famiglia Sempio, che continua a difendere con forza il proprio congiunto. Il padre ha commentato amaramente: “Andrea è un uomo normale. Se uno registrasse i miei soliloqui in macchina…”, mentre la madre ha offerto una riflessione più ampia sul caso: “Da come vedo le cose adesso, io ti dico sinceramente, non lo posso escludere. Non posso dire che sicuramente Stasi è colpevole. Io mi auguro che si arrivi finalmente a una verità definitiva”. Un intreccio di versioni, perizie e tensioni che rende il quadro ancora aperto e tutto da decifrare.


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