La puntata di Mattino Cinque andata in onda questa mattina ha riportato sotto i riflettori uno dei passaggi più controversi e discussi del caso Garlasco, tornando a interrogarsi su un dettaglio che da anni alimenta dubbi e interrogativi: il possibile ruolo del sacchetto con i vestiti sporchi di rosso nell’omicidio di Chiara Poggi. Un elemento che, a distanza di tempo, continua a essere al centro di approfondimenti, ricostruzioni e nuove verifiche tecniche.
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L’attenzione del programma si è concentrata in particolare su una domanda rimasta a lungo sospesa: come sarebbe stato possibile che quel sacchetto, rinvenuto nel territorio di Zinasco, potesse provenire da Garlasco. Un percorso che, secondo quanto emerso nel servizio, sarebbe compatibile con la rete dei canali irrigui della Lomellina e con una serie di condizioni ambientali e stagionali che potrebbero aver favorito lo spostamento dell’oggetto.

Garlasco, i vestiti nel canale: cosa sta succedendo
Ad aprire l’approfondimento è stata la conduttrice Federica Panicucci, che ha spiegato fin da subito il senso dell’inchiesta realizzata dall’inviato Emanuele Canta. “Io faccio un passo avanti. Guardate come abbiamo titolato questa mattina: ‘Il mistero del canale’. Perché il nostro Emanuele Canta ha fatto delle prove, avvalendosi anche del contributo di esperti. E vi vogliamo raccontare di come sarebbe possibile, che un sacchetto lasciato in prossimità del canale dietro l’abitazione di Chiara Poggi possa arrivare fino al punto in cui è stato ritrovato. Vi ricordate quel sacchetto con i capi di abbigliamento macchiati? Quello che poteva essere sangue, quegli abiti, quei pantaloni, quelle canottiere, quelle scarpe. Bene. Noi, insieme a Emanuele Canta, abbiamo proprio fatto questa verifica”.

Il racconto è poi entrato nel vivo direttamente sul territorio, partendo dal canale Brielli, situato a pochi metri dalle villette di via Pascoli. “A pochi metri dalle villette di Via Pascoli troviamo il canale Brielli, un canale pieno d’acqua, soprattutto in estate. Ma è lo stesso canale che si congiunge proprio al punto in cui venne trovato il sacchetto con dei vestiti, nove giorni dopo l’omicidio di Chiara Poggi?”. A rispondere è stato il dottor Bianchi, consulente della società che gestisce la rete dei canali della Lomellina, chiarendo: “Il canale denominato Cavo Brielli è il canale che attraversa una serie di comuni e arriva anche nel territorio in cui è stato ritrovato il sacchetto”.

Nel dialogo con l’esperto, Canta ha incalzato con una domanda chiave. “Quindi, idealmente, gettando un sacco in questo punto, potrei trovarlo proprio lì dove è stato ritrovato?”. La risposta di Bianchi è stata netta: “Compatibilmente con una serie di ostacoli, una serie di chilometri che si devono percorrere, assolutamente sì”. Un’affermazione che apre scenari importanti sulla dinamica e sulle possibilità concrete di trasporto del sacchetto lungo il corso d’acqua.
Tornando a collegarsi con lo studio, l’inviato ha illustrato nel dettaglio le verifiche tecniche svolte sul campo. “Allora, Federica, abbiamo cercato di capire se un sacco gettato qui, dove io mi trovo, te lo faccio vedere, questo è il Cavo Brielli, è il canale che passa proprio a ridosso delle villette di via Pascoli, ecco, se un sacco gettato qui, in linea teorica, possa raggiungere il punto in cui poi quel sacchetto è stato ritrovato il 22 agosto del 2007, nove giorni dopo l’omicidio”. Dalla mappatura fornita dagli enti gestori è emerso che “Il collegamento c’è ed è anche un collegamento diretto”.
Un ruolo fondamentale, secondo Canta, lo gioca anche la conformazione del territorio. “Garlasco si trova a un’altezza maggiore rispetto a Zinasco, rendendo il deflusso dell’acqua naturale. Quindi un sacco qualsiasi che viene gettato in questo punto può raggiungere quel cavo dove poi il 22 agosto venne trovato quel sacco”. A incidere sarebbero anche le variazioni stagionali, con livelli dell’acqua più alti in estate e manovre di gestione che aumentano la potenza del flusso.
Il servizio si è infine spostato nel luogo esatto del ritrovamento. “Vedete? C’è un tratto assolutamente libero dove qualsiasi oggetto galleggiante non trova ostacoli e corre alla medesima velocità dell’acqua transitando per chilometri. Era il 22 agosto del 2007, nove giorni dopo l’omicidio di Chiara Poggi, quando tre agricoltori esattamente in questo punto trovarono un sacchetto con all’interno dei vestiti e un paio di scarpe”. Un passaggio che rafforza l’ipotesi di un trasporto naturale lungo il canale.
In studio è arrivata infine la domanda più delicata, posta da Panicucci: “Emanuele, Stasi dalla sua abitazione avrebbe potuto egli stesso lasciare il sacchetto e quel sacchetto poteva arrivare fino a Zinasco da casa di Alberto Stasi?”. Canta ha precisato che il tratto di canale più vicino all’abitazione di Stasi è tombato e stretto, quindi più complesso, mentre la situazione cambia nel segmento successivo, vicino casa Poggi, dove la manutenzione estiva e la forza dell’acqua “Consente eventualmente a qualsiasi oggetto di disincagliarsi con facilità per la violenza e per potenza dell’acqua”. Un dettaglio che aggiunge un ulteriore tassello a un mistero che, a distanza di anni, continua a far discutere.


