“Addio, Angelo”. L’Italia piange per lui, simbolo della tragedia di Alfredino a Vermicino

Fu tra i primi ad arrivare a Vermicino dopo aver ascoltato la notizia che un bambino era caduto in fondo ad un pozzo. Si offrì volontario e si fece calare per primo nel pozzo artesiano, rimanendo a testa in giù per 45 minuti, il tempo massimo consentito dai limiti del corpo. Era piccolo e agile e si fece calare nel pozzo per tutti i 60 metri di profondità. Purtroppo nonostante il suo sforzo non si riuscì a tirare fuori da quel pozzo il piccolo Alfredino Rampi.

La storia di quel bambino è rimasta nell’immaginario collettivo, così come lo sforzo di tutti coloro che provarono a salvarlo. A 77 anni è morto Angelo Licheri, l’uomo che tentò di salvare Alfredino calandosi nel pozzo. Era ricoverato in una clinica a Nettuno (Roma) a causa di alcuni problemi di salute di cui soffriva da tempo. Licheri, scelto per via della bassa statura e del fisico esile, parlò anche col bambino e riuscì anche a toccarlo, restando nel pozzo per 45 minuti ma senza riuscire a riportarlo in superficie.

angelo licheri vermicino morto 77 anni

“È stato un simbolo, un volontario puro”. Così Rita Di Iorio, presidente del Centro Rampi ricorda la figura di Licheri, “con il quale c’è sempre stato un rapporto molto stretto. Sapevamo che era malato da tempo – dice Di Iorio all’Adnkronos – e si può dire che ce lo aspettavamo da un momento all’altro. Ma è comunque un grande dolore, ha sofferto molto. Ci dispiace, lo abbiamo sempre stimato per il suo coraggio, era un volontario puro, un simbolo”.


angelo licheri vermicino

In una recente intervista a Tgcom24, Licheri ha ricordato a 40 anni di distanza quella tragedia. “Vorrei che questa tragedia restasse nel cuore di tutti, per me è impossibile scordarla. Nonostante adesso abbia una certa età, il pensiero è quasi fisso. Ci penso sempre. Alfredino mi viene in mente in ogni momento, involontariamente. La parola eroe non mi piace. Gli eroismi sono altri. Quello che ho fatto è un atto di altruismo. In quel momento, non pensavo nemmeno che si trattasse di un’impresa così difficile”.

alfredino rampi vermicino
angelo licheri vermicino morto 77 anni

“Il diabete mi ha causato una gravissima infermità – proseguì nell’intervista Angelo Licheri -. Ho perso una gamba e non vedo più. Abito in una casa di riposo a Nettuno. Mi mantengo con la pensione e la vita scorre, pur con le sue difficoltà. E pensare che fino all’epoca di Vermicino non conoscevo alcun ospedale”.

Pubblicato il alle ore 15:37 Ultima modifica il alle ore 15:40