“È caduto come un sasso”. Aereo precipitato a Milano, nuova ipotesi sullo schianto

Aereo precipitato a Milano, continuano le indagini. Con il passare delle ore emergono anche nuovi particolari. A causare il cambio di rotta sarebbe stato il maltempo. E’ questa, a quanto apprende l’Adnkronos, l’ultima comunicazione tra il pilota del Pilatus Pc12, precipitato ieri a San Donato Milanese, e la torre di controllo di Linate da dove il velivolo da turismo con a bordo otto persone, tutte morte, era appena decollato. Una frase che spiegherebbe la ‘virata’ rispetto al tragitto iniziale.


Dopo il decollo da Milano l’aereo ha correttamente percorso la rotta passando sull’Idroscalo e su Segrate, poi invece di proseguire verso sud in direzione Sardegna, ha modificato il tragitto. Una modifica che ha fatto scattare lo scambio audio con la torre di controllo che ha chiesto spiegazioni. “Devio leggermente” per il maltempo la richiesta del pilota accordata con la torre di controllo. Ma qualcosa è andato storto e il piccolo aereo è precipitato con il motore in fiamme, secondo le immagini e il racconto di alcuni testimoni.

milano aereo caduto


Gli inquirenti sono a lavoro sulla scatola nera, così come sui filmati acquisiti da telecamere fisse o fatti da cittadini e passanti che hanno assistito agli ultimi istanti di volo. Non lasciano inesplorata nessuna pista per spiegare quanto accaduto ieri. Non solo un possibile guasto al motore che prende fuoco prima dell’impatto, ma anche accertamenti sul fronte della manutenzione e sulle ultime manovre fatte dal pilota.


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Sull’incidente è stato aperto un fascicolo per disastro aereo dall’aggiunto di Milano Tiziana Siciliano e affidato ai pm Mauro Clerici e Paolo Filippini. È stato confermato che sul velivolo da turismo arrivato all’aeroporto di Linate lo scorso 30 settembre da Bucarest (Romania) non sono stati effettuati, nello scalo milanese, interventi di manutenzione o rifornimento di carburante.

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Tra le ipotesi spunta anche l’ipotesi di stallo al motore. Secondo le prime indiscrezioni, infatti, a parlare di questo problema. motore sarebbe stato uno dei tecnici dell’Enav che si occupa del caso, sulla base dei filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, in cui si vede il velivolo precipitare ad altissima velocità con il muso a 90 gradi e disintegrarsi sull’edificio. Intervistato da Fanpage il generale Carlo Landi, in servizio per 41 anni nell’aeronautica e oggi in pensione ha detto: “È necessario precisare fin da subito che sarà la scatola nera a rivelare cosa è successo. Di certo però possiamo dire che l’aereo è precipitato come fosse un sasso. Non parlerei però solo di un guasto al motore: se ci fosse stata un’anomalia al motore (uno solo in questo tipo di velivolo) l’aeroplano sarebbe riuscito a restare in quota ancora qualche minuto grazie alle ali. Tempo magari sufficiente per ritornare in aeroporto”.

Pubblicato il alle ore 18:22 Ultima modifica il alle ore 18:36