Meteo, in inverno arriva la Niña: ecco come sarà il tempo in Italia

Il maltempo che sta colpendo duramente Sicilia e Calabria non passerà per ora. A dirlo è stato il capo del dipartimento nazionale della Protezione Civile Fabrizio Curcio al termine di una riunione nella Prefettura di Catania. “L’evento non è finito. Adesso c’è un momento che sembra di attenuazione. I nostri modelli meteo ci dicono che l’evento tornerà. Noi stiamo facendo ciò che si deve fare in questi casi. Diciamo ai cittadini di mantenere alta l’attenzione, di seguire le indicazioni delle autorità perché si aspettano in questa area delle ore che possono essere complicate”.


“I valori – ha aggiunto – parlano in maniera molto chiara. Qua sono caduti millimetri di pioggia impressionanti. Gli eventi sono stati moto puntuali. Pensiamo che quei 600 millimetri che sono stati registrati in alcuni casi siano molto chiari rispetto all’impatto che c’è stato sul territorio: eventi intensi e improvvisi su un territorio che ha mote criticità”. E potrebbe essere l’anticipazione di un inverno molto duro.


Le ultime proiezioni spiegano come dall’Oceano Pacifico stiamo montando un’enorme energia: quella che i metereologi chiamano la Niña. Un fenomeno che indica un raffreddamento della temperatura delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico centrale ed orientale che di frequente influenza il clima del nostro Pianeta, con diversi riflessi anche in Europa e in Italia.



L’impatto della Niña potrebbe portare un raffreddamento di circa 1/1,5°C, in particolare sul comparto Nord dell’Europa tra Scandinavia e Russia, più in media invece sul bacino del Mediterraneo. Per ora si tratta di previsioni, ma se dovessero essere confermate il quadro che ci aspetta è tutt’altro che rassicurante. Secondo gli esperti infatti due potrebbero essere i fenomeni.


La Niña, almeno nella prima parte dell’inverno, potrebbe portare piogge abbondanti in modo particolare nelle aree centro settentrionali europee con effetti anche sull’Italia. Nevicate abbondanti sui rilievi alpini che, nella seconda parte dell’inverno potrebbero concentrarsi anche a bassa quota nelle aree di pianura con nevicate record sul modello di quanto visto nel 2012 con Burian.

Pubblicato il alle ore 17:47 Ultima modifica il alle ore 17:52