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“Mentono in tre per farla franca”. Garlasco, Simonetta Matone su Andrea Sempio e scontrino

  • Italia

Da settimane il caso del delitto di Garlasco è tornato al centro del dibattito televisivo e giudiziario, tra nuove analisi, intercettazioni, consulenze e polemiche che continuano a dividere opinione pubblica ed esperti. Anche a È Sempre Cartabianca, il programma condotto da Bianca Berlinguer su Rete 4, il confronto si è acceso ancora una volta attorno ai dettagli che negli anni hanno accompagnato le indagini sulla morte di Chiara Poggi.

Tra gli ospiti della trasmissione è intervenuta anche l’ex magistrato Simonetta Matone, che ha riportato l’attenzione su uno degli elementi più discussi dell’intera vicenda: le diverse versioni fornite sul famoso documento fiscale collegato a Vigevano. Nel corso del dibattito, Matone ha sottolineato come le contraddizioni continuino a sollevare interrogativi pesanti, soprattutto alla luce delle archiviazioni e delle decisioni prese negli anni dagli inquirenti.

sempio frase registrata garlasco


Il caso dello scontrino torna al centro dello scontro televisivo

“Soprattutto – sottolinea la deputata della Lega – è stato utilizzato purtroppo nel 2017 per archiviare il procedimento a carico di Sempio. Quindi vuol dire che così irrilevante questo scontrino non era. Perché si disse che lui era in quel parcheggio. E voglio spendere una parola in loro favore. Dinanzi al terrore di essere incastrati in qualche vicenda, uno si attacca a tutto. Si attacca anche a uno scontrino non proprio. Però dare versioni diverse e utilizzarlo per farla franca è un po’ diverso”.

Parole che hanno immediatamente riacceso il confronto in studio, soprattutto quando il giornalista Marco Oliva ha cercato di difendere la posizione di Andrea Sempio. A quel punto è intervenuto Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, che ha allargato il discorso a tutti i dubbi emersi nel corso degli anni sul processo che ha portato alla condanna definitiva del suo assistito.

“Le chiedo ufficialmente di farsi portavoce di questo con un flashback, torniamo indietro con la macchina del tempo, nelle varie trasmissioni in cui lei va, per tutti quei dubbi che sono invece stati considerati delle certezze da chi ha mandato Alberto Stasi in galera. Scusi, io porto tutta la pazienza del mondo, se non porto pazienza fanno i comunicati stampa nei miei confronti, si figuri un po’. Io le voglio dire, dottor Oliva, che coltivare il dubbio come fa lei è la cosa più bella del mondo. Purtroppo qualche suo collega in alcune trasmissioni ancora, ancora solleva la cartella militare, lo scambio dei pedali, tutte cose che non esistono”.

Il legale di Stasi ha poi affrontato anche un altro tema che negli ultimi mesi è stato più volte discusso mediaticamente, quello relativo ad alcune frasi attribuite ad Andrea Sempio e finite al centro del confronto televisivo. De Rensis ha però preso nettamente le distanze dall’idea che certi elementi possano assumere un reale peso probatorio.


“Cosa avrebbero detto nel 2007 se Stasi avesse detto che lo stupro ‘è l’affermazione biologica dell’uomo sulla donna’ e compagnia cantante? Per me queste frasi di Sempio non significano nulla”.

A chiudere il dibattito ci ha pensato la giornalista Sabrina Scampini, che ha criticato duramente il modo in cui, negli anni, alcuni aspetti psicologici e mediatici siano stati trasformati in elementi centrali del racconto pubblico del caso Garlasco. “Ma guardi che ha avuto valore per altri a livello mediatico, forse non in aula, anche lo sguardo di ghiaccio e per me non ce l’ha, per me conta quello che c’è sulla scena del crimine. Trovo abominevole la questione sul profilo psicologico di Sempio, non può essere dirimente per definire se hai ucciso o no una persona”.


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