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Martina Patti è in carcere in isolamento

“Abbiamo paura”. Elena Del Pozzo, dal carcere la notizia sulla mamma della piccola uccisa a 5 anni

  • Italia

Martina Patti è in carcere in isolamento. La mamma di Elena Del Pozzo, la bambina trovata morta in provincia di Catania il 13 giugno, ha trascorso la prima notte in cella da quando ha confessato di aver ucciso la figlia di 5 anni. Prima aveva raccontato che la piccola era stata rapita da un commando di uomini incappucciati e armati, poi la confessione e il ritrovamento del cadavere della bimba.

Una storia che ha sconvolto le due famiglie, quella della donna e quella dell’ex compagno, Alessandro Nicodemo del Pozzo, e la comunità di Tremestieri Etneo, in provincia di Catania, che prima ha creduto che la piccola Elena Del Porto fosse stata rapita da tre persone incappucciate, e poi è stata raggiunta dalla tragica notizia della morte della bambina.

Martina Patti è in carcere in isolamento


Martina Patti è in carcere in isolamento: “Sorvegliata a vista”

Martina Patti, che si trova in carcere in isolamento, non ha ancora fornito una spiegazione del suo gesto. “Nell’interrogatorio ai carabinieri e alla Procura non ha saputo ricostruire cosa accaduto, lei era come annebbiata”, ha detto il suo legale, Gabriele Celesti, aggiungendo: “È chiaro che poi si possono innescare meccanismi psichici di rimozione perché ovviamente si tende ad allontanare da sé il fatto”.

Martina Patti è in carcere in isolamento

Oggi Martina Patti si trova in carcere, in isolamento nella prigione siciliana, come hanno spiegato dal penitenziario, dalla scorsa notte la donna è controllata a vista 24 ore su 24 per paura che possa farsi del male e compiere qualche gesto estremo. Il suo difensore, l’avvocato Gabriele Celesti, la incontrerà il 17 giugno, prima dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari per la convalida del fermo dell’indagata.

“È stato un interrogatorio drammatico – ha racconta l’avvocato di Martina Patti, da ieri nel carcere femminile di piazza Lanza a Catania – lei non è una donna fredda e calcolatrice, ma una donna che sta prendendo consapevolezza del fatto”. “In un primo momento era fredda e distaccata – ricostruisce il capitano dei carabinieri Salvatore Mancuso – ma poi ha avuto un cedimento e ha pianto”.

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