“Gliel’ho iniettata io l’eroina. 20 euro in due”. Maria Chiara, il racconto choc del fidanzato della 18enne morta

Quello che doveva essere un regalo di compleanno l’ha uccisa nel giorno dei suoi 18 anni. Maria Chiara Previtali, studentessa di Amelia, in provincia di Terni, è morta nel letto del fidanzato per l’assunzione per la prima volta di eroina, che i due giovani avrebbero acquistato venerdì a Roma.

La scoperta è avvenuta sabato mattina, quando i soccorsi del 118 erano già inutili. Sulla vicenda la procura di Terni ha aperto un fascicolo sul quale, secondo i legali del ragazzo, risulta iscritto il fidanzato di Maria Chiara per omissione di soccorso. Il fidanzato Francesco Gnucci è accusato di omicidio preterintenzionale ma c’è anche una accusa di morte come conseguenza di altro reato nei confronti di ignoti. (Continua a leggere dopo la foto)


Repubblica scrive oggi che Francesco Gnucci, che è scappato da Amelia con tutta la famiglia dopo gli insulti e le minacce ricevute in paese e sui social network mentre la sua avvocata Francesca Carcascio gli ha spiegato che la sua posizione si è fatta più grave: da omissione di soccorso a omicidio preterintenzionale. Ma lui non nega nulla. “Al telefono la sua voce è concitata – si legge sul quotidiano – ‘Non ho nulla da nascondere. Mi voglio difendere. È vero che faccio uso di sostanze stupefacenti ed è vero che quella dose di eroina a Maria Chiara l’ho fatta io. Lei aveva voglia di provare, l’ha voluto fare e io l’ho assecondata. Se non lo faceva con me l’avrebbe fatto con qualcun altro'”. (Continua a leggere dopo la foto)

“E ancora: “Di Maria Chiara parla al presente, ‘È la ragazza mia, la ragazza mia…’, ma poi aggiunge: ‘Voglio sapere anch’io come è morta. Anch’io ho preso quella stessa roba e non mi è successo niente. Ho comprato una dose a 20 euro e l’ho divisa in due, una più piccola e una più grande. Ce la siamo fatti a Roma, poi siamo tornati, lei è andata a farsi un aperitivo con le amiche, e poi siamo stati qui a farci una birra e siamo andati a dormire. La notte aveva il respiro pesante, russava, ma era normale. Solo la mattina verso le 9 quando l’ho chiamata per andare al bar visto che a casa non c’era caffè ho visto che era bianca, l’ho trascinata in bagno e ho provato a rianimarla. Io non lo so se era viva, io non l’ho mai visto un morto. E poi ho chiamato il 118′”. (Continua a leggere dopo la foto)

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“Quando mi sono svegliato era bianca, ho cercato di svegliarla. Lei non rispondeva. Allora ho chiamato i soccorsi. L’unica cosa che mi rimprovero è di non averli chiamati prima”, ha detto il fidanzato alla Vita in diretta cercando di dare una versione più convincente. Per la Procura resta però da capire cos’è realmente successo nelle due ore prima della morte.

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