Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“Dunque Marco Poggi…”. Garlasco, quel dettaglio analizzato dopo il suo interrogatorio

  • Italia

Nuovi sviluppi sul caso Garlasco. Una nuova indiscrezione rilanciata nelle ultime ore sui social aggiunge infatti un tassello a uno degli aspetti più discussi della nuova inchiesta aperta dalla procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi. Un dettaglio che riguarda alcune verifiche svolte dagli investigatori e che potrebbe incidere sulla lettura di una delle testimonianze raccolte negli ultimi mesi.

Sotto la lente resta il racconto di Marco Poggi, fratello della vittima, ascoltato come testimone lo scorso maggio. A distanza di giorni dalla diffusione dei contenuti del suo interrogatorio, emergerebbero ora ulteriori elementi relativi a una delle spiegazioni fornite dall’uomo agli inquirenti. L’indiscrezione è stata rilanciata da Albina Perri, direttrice del settimanale Giallo, attraverso un post pubblicato su Facebook.

Leggi anche: Garlasco, l’annuncio di Alberto Matano su Alberto Stasi e Andrea Sempio


“Dunque Marco Poggi…”. Garlasco, quel dettaglio analizzato dopo il suo interrogatorio

La giornalista ha scritto: “Rileggendo la chat tra Alberto e Chiara durante il passaggio dei video intimi da un pc all’altro, i carabinieri non trovano riferimenti al fatto che i due parlino esplicitamente del contenuto dei video. Non ritengono dunque possibile che Marco Poggi abbia saputo dei video leggendo la chat, come ha detto”. Un passaggio che richiama direttamente una delle spiegazioni fornite dal fratello di Chiara agli investigatori.

Nel corso dell’interrogatorio, infatti, Marco Poggi avrebbe riferito di essere venuto a conoscenza dell’esistenza di quel materiale vedendo una conversazione tra la sorella e Alberto Stasi sul computer di famiglia, durante il trasferimento di alcuni file da un pc all’altro. È proprio questo punto che, secondo quanto riferito da Albina Perri, sarebbe stato oggetto di ulteriori verifiche da parte dei carabinieri.

I video dell’interrogatorio, pubblicati dall’agenzia Adnkronos, mostrano Marco Poggi rispondere per circa un’ora e mezza alle domande dei pubblici ministeri. Uno dei temi affrontati riguarda proprio il computer di famiglia e l’eventuale possibilità che altre persone potessero venire a conoscenza di materiale personale conservato sul pc. “Non ho mai visto video intimi di mia sorella Chiara”, ha dichiarato il 38enne nel corso dell’audizione.

Le domande degli inquirenti si sono concentrate anche sulle frequentazioni di Marco Poggi e sull’eventuale accesso degli amici al computer presente nella camera della sorella. “Quando giocavamo al computer lo facevamo in camera di Chiara perché lì c’era il computer della famiglia”, ha spiegato. Allo stesso tempo ha escluso che gli amici utilizzassero il pc in sua assenza, se non per brevi momenti occasionali.

Quando gli è stata prospettata l’ipotesi che Andrea Sempio potesse essere venuto a conoscenza dei filmati conservati sul computer, la risposta è stata netta. “Mi sembra impossibile. Confermo di nuovo che io non ho visto i video. Non riesco a trovare una spiegazione”. Una posizione ribadita più volte durante l’interrogatorio, anche di fronte alle contestazioni degli investigatori.

Nel verbale il fratello di Chiara ha escluso anche che Andrea Sempio avesse rapporti particolari con la sorella. “Che io sappia Sempio non aveva alcun contatto con Chiara”. Una convinzione che accompagna l’altro punto fermo della sua testimonianza: “Io non ho visto il video e non l’ho fatto vedere ai miei amici, non ne ho parlato con i miei amici”. Ed è proprio su questo quadro che si inserisce ora l’indiscrezione rilanciata da Albina Perri, destinata ad alimentare ulteriormente il dibattito attorno alla nuova indagine sul delitto di Garlasco.


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure