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“Voglio dire…”. La mamma di Beatrice, dal carcere, rompe il silenzio: la richiesta a poco dal funerale della piccola

  • Italia
emanuela rompe silenzio carcere

“Voglio dire addio a Beatrice, alla mia bambina”. Dal carcere Emanuela Aiello, accusata di maltrattamenti aggravati dalla morte della figlia di due anni, continua a dichiararsi innocente e ha chiesto di poter partecipare ai funerali della piccola. Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, la donna ha ottenuto il via libera per essere presente alle esequie, la cui data non sarebbe stata ancora fissata.

Ai funerali di Beatrice dovrebbe partecipare anche il padre biologico della bambina, attualmente detenuto a Sanremo per altri reati. La Prefettura di Imperia starebbe valutando misure di sicurezza particolari, con la possibilità di celebrare la cerimonia a porte chiuse. Una scelta legata al forte impatto emotivo e mediatico della vicenda, che ha scosso profondamente Bordighera e l’intera provincia.

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Morte di Beatrice, il caso scuote Bordighera

Intanto, durante la trasmissione Storie Italiane, è intervenuta la madre di Emanuel Iannuzzi, compagno di Aiello e accusato degli stessi reati. La donna ha lanciato un appello carico di dolore: “Dal 9 febbraio la mia vita si è trasformata in un inferno. Potessi parlare con mio figlio e con Emanuela inviterei entrambi a dire la verità per dare finalmente pace a Beatrice”.

La donna, nonna acquisita della piccola, ha poi raccontato alcuni segnali che, a suo dire, erano stati notati prima della morte della bambina. “Mio figlio non ha un carattere semplice, ma non è una cattiva persona. Si lascia trascinare dalle situazioni. Durante una recente festa di compleanno è stato chiesto a Emanuela di far visitare la bambina. Beatrice pareva comportarsi in modo anomalo, era stato notato che faceva fatica a esprimersi, non voleva mangiare. Ma Emanuela ha risposto che sapeva benissimo fare la madre”.

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Sul piano giudiziario, il Comune di Bordighera ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale aperto dalla Procura di Imperia sulla morte della bambina, avvenuta nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 2026. La decisione è stata assunta dalla giunta guidata dalla sindaca Marzia Baldassarre, che ha disposto la nomina di un legale di fiducia per rappresentare l’ente nell’inchiesta.

Nel provvedimento, l’amministrazione richiama “il forte clamore mediatico che ha accompagnato la vicenda” e le “accuse rivolte al Comune e ai Servizi sociali cittadini circa una presunta inadeguatezza nella gestione della situazione”. Secondo la giunta, tali accuse avrebbero danneggiato l’immagine dell’ente. La costituzione di parte civile permetterà al Comune di seguire il procedimento e tutelare i propri interessi.


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