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Malore alla guida, muore Ivano Rinaldi: il direttore della Siad aveva 41 anni

  • Italia

Una tranquilla giornata di festa, le strade delle Langhe illuminate dal sole d’inverno, una famiglia in viaggio. Poi, all’improvviso, il silenzio si trasforma in incredulità e paura. Cosa è davvero accaduto lungo quella via nel cuore del Piemonte? La scena ha lasciato senza parole residenti e passanti: un’auto impazzita, il rumore sordo di uno schianto, il caos che si diffonde tra sirene e grida. Un attimo prima la normalità, un attimo dopo la tragedia. Tutti si chiedono il motivo di quell’improvvisa follia.

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Il destino si è accanito in pochi secondi: un malore improvviso mentre era al volante, la perdita di controllo e l’impatto devastante contro ben nove auto parcheggiate ad Alba. Con lui, in macchina, la moglie e il figlio di 9 anni: incredibilmente illesi.


Soccorsi disperati e la corsa contro il tempo

Solo dopo si scopre l’identità della vittima: Ivano Rinaldi, 41 anni, direttore generale della Siad di Trento, volto noto e stimato nella politica trentina. Il suo viaggio in Piemonte per il ponte dell’Immacolata si è trasformato in un incubo senza ritorno. I vigili del fuoco accorrono per estrarlo dalle lamiere contorte; i sanitari tentano tutto il possibile, ma la speranza si spegne poco dopo l’arrivo all’ospedale di Verduno.

La notizia si diffonde rapidamente, lasciando la comunità attonita. Secondo quanto riportato da ANSA, la salma è stata restituita ai familiari per l’ultimo saluto. Nato nel 1984 a Strigno (oggi Castel Ivano), Rinaldi era cresciuto tra la passione per il territorio e l’impegno sociale. Lascia i genitori, una sorella, la moglie e il figlio, ma soprattutto un vuoto enorme nella cooperazione trentina.

«Era ben voluto da tutti», racconta Ezio Gobbi, presidente Dao. «Una notizia che ci ha scioccati». E sui social il dolore si fa ancora più palpabile: centinaia di messaggi, ricordi, abbracci virtuali. Tutti uniti da un sentimento di sgomento impossibile da spiegare. Fin da giovanissimo, Ivano Rinaldi aveva scelto la strada dell’autonomia e della politica: nel 2012 la presidenza del movimento giovanile Patt, nel 2013 la candidatura alla Camera dei deputati con l’Svp. Chi lo conosceva lo descrive come tenace, capace di ascoltare e difendere le proprie idee fino in fondo.

L’assessore Simone Marchiori lo ricorda con commozione: «Abbiamo lottato insieme per i valori della nostra terra. Un ragazzo speciale, vero, con cui si poteva parlare di tutto». Parole che si rincorrono nei gruppi e nei commenti, segno di una perdita che va ben oltre la cronaca. La scomparsa di Ivano Rinaldi lascia una ferita profonda nella comunità trentina e tra chi credeva in lui. Un uomo brillante, legato al territorio, stimato da colleghi e amici. Un dramma che nessuno avrebbe mai potuto immaginare, e che ora fa interrogare tutti su quanto la vita sia fragile, improvvisa, imprevedibile.


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