L’ingresso in carcere ha segnato l’inizio di una nuova fase della vita di Mario Roggero, ma chi ha avuto modo di incontrarlo in questi giorni racconta di un uomo che non ha perso lucidità né determinazione. Nonostante il peso della condanna definitiva e la nuova quotidianità dietro le sbarre, l’ex gioielliere starebbe affrontando la detenzione con grande autocontrollo, cercando di adattarsi a una realtà completamente diversa da quella vissuta fino a pochi giorni fa.
A raccontare questi retroscena è un servizio pubblicato dal quotidiano Libero, che ha raccolto le parole dell’avvocato Stefano Marcolini. Il legale descrive Roggero con un aspetto ordinato, la barba curata, una camicia a maniche corte e uno sguardo ancora vivace. “Diciamo che sta prendendo confidenza con la vita carceraria”, spiega l’avvocato, “certo spera e speriamo che rimanga il minor tempo possibile, ma intanto si sta ambientando”. Nel frattempo, all’interno dell’istituto penitenziario di Bollate, gli è già stato assegnato un futuro impiego nell’area della contabilità, un’attività che dovrebbe aiutarlo a riempire le giornate.

L’ultima decisione della magistratura, però, ha rappresentato un duro colpo per lui e per la sua famiglia. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha infatti fissato soltanto per il 16 settembre 2026 l’udienza relativa all’eventuale differimento della pena, richiesta presentata nell’attesa che venga esaminata la domanda di grazia. Di conseguenza Roggero trascorrerà tutta l’estate in carcere, con la discussione rinviata dopo la pausa estiva dei giudici.

Per affrontare la detenzione, l’ex commerciante si è costruito una routine fatta di letture, scrittura e passioni personali. Trascorre molte ore nella biblioteca del carcere di Bollate, che mette a disposizione oltre 16 mila volumi, e continua a coltivare il suo interesse per la numerologia, disciplina alla quale attribuisce un’importanza particolare. Il numero cinque, che coincide con il giorno del suo compleanno, il 5 maggio, rappresenterebbe per lui il cambiamento, mentre per affrontare piccoli disturbi quotidiani, come mal di testa, raffreddore o mal di denti, avrebbe l’abitudine di ripetere specifiche sequenze numeriche. Una curiosità che, secondo quanto emerge, avrebbe suscitato l’interesse anche di altri detenuti.

La vita all’interno del carcere gli sta facendo conoscere persone e realtà molto lontane dalla sua esistenza precedente, scandita da famiglia, casa e lavoro. Proprio a Bollate avrebbe già incontrato anche Massimo Bossetti, detenuto che sta scontando l’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, oltre a Fabio Savi, componente della banda della Uno Bianca. Come racconta ancora il suo difensore, “Mario piano piano sta conoscendo tutti”. I due vanno d’accordo, aggiunge l’avvocato Marcolini. Bossetti gli avrebbe offerto il suo aiuto, mettendosi a disposizione per consigli e aiuti pratici in questi primi giorni da detenuto.
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Anche la quotidianità della cella richiede un periodo di adattamento. Roggero divide gli spazi con un detenuto condannato per traffico internazionale di droga. Nelle camere sono presenti piccoli fornelli che consentono ai reclusi di preparare qualcosa da mangiare, una possibilità molto apprezzata considerando gli orari rigidi della struttura: pranzo alle 11 e cena alle 17.
Per chi era abituato a cenare molto più tardi, l’organizzazione non è semplice. Per questo motivo, racconta il suo avvocato, “preferisce cucinarsi qualcosa”. Nei giorni scorsi lui e il compagno di cella sono stati anche invitati a cena da altri detenuti, un’occasione di socialità che, come osserva Marcolini, “È anche un modo per passare il tempo”.
Parallelamente continua il lavoro del collegio difensivo, che non intende fermarsi dopo la decisione del Tribunale di Sorveglianza. L’obiettivo è ora quello di ottenere al più presto le motivazioni della sentenza definitiva per poter intraprendere un nuovo percorso giudiziario. “Vogliamo leggere le motivazioni della sentenza”, afferma l’avvocato Marcolini, “e spero che arrivino al più presto. Perché questo ci servirà per andare in Corte europea dei Diritti dell’Uomo”.
Prima della fissazione dell’udienza di settembre, la difesa aveva già chiesto il differimento della pena in attesa della valutazione della domanda di grazia, ma nei giorni scorsi l’Ufficio di Sorveglianza di Torino aveva respinto la richiesta di scarcerazione. Il procedimento è stato inoltre rallentato da una serie di passaggi burocratici tra gli uffici di Torino e Milano, con continui rinvii degli atti prima che venissero nuovamente depositati nel capoluogo lombardo.
Intanto anche la famiglia ha scelto di parlare pubblicamente attraverso i social. Mercoledì sera, sulla pagina Instagram di Mario Roggero, che conta ormai circa 197 mila follower, è stata pubblicata una lunga lettera di ringraziamento rivolta a chi, in questi mesi, ha manifestato sostegno e vicinanza. “Ci sono momenti in cui le parole sembrano non bastare – scrivono – e forse questo è uno di quei momenti. In questi mesi abbiamo ricevuto qualcosa che non dimenticheremo mai: l’affetto di milioni di persone, che pur non conoscendoci, hanno scelto di esserci. Al di là delle idee, delle opinioni e delle differenze, abbiamo incontrato persone che hanno scelto di guardare prima di tutto il lato umano di questa storia. A ciascuno di voi, va il nostro grazie più sincero. Da oggi per rispetto di questo momento le pagine ufficiali osserveranno un periodo di silenzio”. Una scelta che accompagna l’inizio di una nuova e difficile fase della vicenda umana e giudiziaria dell’ex gioielliere.


