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Sanremo 2026, la mamma di una vittima a Crans Montana interviene dopo l’omaggio di Achille Lauro

  • Italia

Il dolore di una madre attraversa il palco più luminoso della musica italiana e arriva dritto nelle case di milioni di spettatori. “Non c’è solo la mia storia in questo tributo, ci sono tanti genitori coinvolti. È per tutti noi”. Con queste parole, affidate al quotidiano Il Messaggero, Erica Didone ha raccontato cosa ha significato per lei l’omaggio andato in scena durante la seconda serata del Festival di Sanremo 2026. Un ricordo che non riguarda soltanto suo figlio, ma un’intera comunità ferita.

La tragedia a cui fa riferimento è quella avvenuta la notte di Capodanno nella discoteca “Le Constellation” di Crans-Montana, in Svizzera, dove un rogo improvviso ha spezzato 41 vite, tra cui quelle di sei giovani italiani. Tra loro c’era anche Achille Barosi, sedici anni appena, uno dei tanti ragazzi partiti per festeggiare l’arrivo del nuovo anno e mai tornati a casa. Un evento che ha scosso l’opinione pubblica internazionale e che ancora oggi lascia aperti interrogativi e ferite profondissime.

Sanremo 2026, entra sul palco e il pubblico esplode. Poi il silenzio e tutti scattano in piedi


“Il tributo di Achille Lauro mi ha fatto commuovere”, parla la mamma di Achille Barosi morto a Crans Montana

L’altra sera, mentre le luci del Teatro Ariston illuminavano il palco del Festival di Sanremo, Erica Didone seguiva tutto dal divano della sua casa di Milano. Nessuna passerella, nessun riflettore puntato addosso, solo il silenzio di un’abitudine che si ripete ogni anno: guardare il Festival in televisione. Ma stavolta non era una serata qualunque. Sul palco stava per consumarsi un momento destinato a trasformare la musica in memoria condivisa.

Introdotto da Carlo Conti con le parole “Affinché queste tragedie non accadano più”, Achille Lauro ha scelto di presentarsi in total white e di affidare alle note di Perdutamente un messaggio che andava oltre la gara. Accanto a lui il soprano Valentina Gargano e un coro di venti elementi, mentre una scenografia segnata dal fumo sul fondo del palco evocava visivamente quanto accaduto in terra svizzera. Al termine dell’esibizione, accolta da una lunga standing ovation, il cantante ha spiegato: “Credo che la musica abbia il compito di accompagnarci nella vita. Se questa cosa può aver confortato anche solo una persona, per noi era un dovere”.

Solo nella seconda parte di questa storia si comprende fino in fondo perché proprio quella canzone abbia assunto un valore così intimo. Perdutamente non è stata una scelta casuale. È il brano che Erica Didone aveva cantato un mese fa davanti al feretro del figlio, durante i funerali nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano. “La cantavamo in macchina io e mio figlio. Rappresenta i nostri momenti felici”, ha raccontato. “È una canzone che parla di attimi che possono sparire, e noi quegli attimi li vivevamo così, cantando. Rivedo la felicità: noi che cantiamo mentre io guido, lui accanto, Cioccolata sul sedile”.

Achille non suonava strumenti, ma viveva la musica come un nutrimento quotidiano. “Era una passione che condividevamo. Quando era piccolo aprivo il cassettino dei cd e mi ‘obbligava’ a mettere quello che voleva ascoltare. Ascoltava un po’ di tutto, da Adriano Celentano ad Achille Lauro, senza pregiudizi”. Un legame fatto di viaggi in auto, ritornelli cantati a squarciagola e ricordi che oggi diventano l’unica eredità tangibile.

Per questo, dopo aver visto l’omaggio dal palco dell’Ariston, la madre ha voluto esprimere pubblicamente la propria gratitudine: “Fa onore a Lauro. Non era dovuto, è una scelta che dimostra sensibilità. Lo ringrazio infinitamente, io e tutti gli altri genitori”. Un ringraziamento che abbraccia idealmente anche le famiglie degli altri cinque giovani italiani morti a Crans-Montana: Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo, Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi. In quella standing ovation non c’era soltanto un artista applaudito, ma un’intera platea che per qualche minuto ha condiviso lo stesso, fragile, silenzio.


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