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“L’ha uccisa lui”. Scomparsa nel nulla nel 2012, la svolta dopo 14 anni: ex marito indagato

  • Italia

Negli ultimi anni sono stati diversi i casi di persone scomparse che, a distanza di molto tempo, sono tornati improvvisamente al centro dell’attenzione degli investigatori. Vicende rimaste senza risposte, archiviate tra dubbi e interrogativi, che continuano a lasciare ferite aperte nelle famiglie coinvolte. Quando emergono nuovi elementi o testimonianze inedite, anche fascicoli considerati ormai lontani nel tempo possono essere riaperti, riportando alla luce dettagli che sembravano destinati a restare sepolti.

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È quanto sta accadendo in provincia di Lucca, dove una misteriosa sparizione avvenuta oltre un decennio fa è tornata sotto la lente della magistratura. Un caso che all’epoca fu interpretato da molti come un possibile allontanamento volontario, ma che oggi viene nuovamente analizzato dagli inquirenti con un’ottica completamente diversa. La riapertura dell’inchiesta ha riacceso l’interesse dell’opinione pubblica e la speranza dei familiari di ottenere finalmente la verità.


La svolta nelle indagini dopo quasi quattordici anni

La Procura di Lucca ha infatti deciso di riaprire formalmente il fascicolo relativo alla scomparsa di una donna avvenuta nel novembre del 2012 nella zona di Farneta. Le nuove attività investigative, affidate alla Squadra Mobile, hanno già portato a un importante sviluppo: l’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex marito della donna, un 55enne colombiano. Nei suoi confronti vengono ipotizzati i reati di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Per anni la vicenda era rimasta avvolta nel mistero. Secondo quanto emerso all’epoca, la donna sarebbe sparita improvvisamente senza portare con sé il telefono cellulare. Un particolare che aveva già suscitato numerosi interrogativi. Oggi gli investigatori stanno riesaminando ogni dettaglio, compresi gli accertamenti svolti nel passato e alcune circostanze che non sarebbero mai state chiarite del tutto.

La donna al centro dell’inchiesta è Paula Andrea Bran Yépez, conosciuta da tutti con il soprannome di “Rosita”. Originaria del Perù, aveva 34 anni quando si persero completamente le sue tracce. Viveva insieme al marito in una casa colonica situata di fronte alla storica Certosa di Farneta, dove l’uomo, ex monaco certosino, lavorava come tuttofare dopo aver lasciato la vita religiosa per costruire una famiglia con lei.

In paese Rosita era una figura ben conosciuta. Quando sparì, si diffuse rapidamente la convinzione che avesse deciso di tornare nel suo Paese d’origine lasciandosi alle spalle la vita costruita in Toscana. Una ricostruzione che però non ha mai convinto i suoi familiari. Nessuno dei parenti, infatti, ricevette più una telefonata o una comunicazione da parte sua, circostanza che li spinse a denunciare la scomparsa persino all’Interpol.

Tra gli elementi che hanno contribuito a mantenere vivi i dubbi c’è anche la testimonianza della madre della donna. “Parlavo al telefono con mia figlia costantemente. Il 28 novembre 2012, preoccupata perché non mi aveva chiamato, lo feci io”, raccontò Rosalba al quotidiano colombiano El Universal. “Suo marito mi disse che non la vedeva da dodici giorni perché lei lo aveva lasciato. Spiegò che, sebbene vivessero nella stessa casa, non convivevano”, aggiunse. Una versione che non ha mai persuaso completamente la famiglia.

La svolta investigativa è arrivata grazie a un esposto presentato da un residente della zona. Da quel momento il pubblico ministero Enrico Corucci ha disposto nuovi approfondimenti. Nei mesi scorsi sono state organizzate ricerche con il supporto dei Vigili del Fuoco, unità cinofile specializzate e squadre impegnate nell’esplorazione di terreni collinari e di una grotta situata nei pressi del monastero. Nonostante il massiccio dispiegamento di uomini e mezzi, non sarebbero ancora emerse tracce riconducibili alla donna.

Gli investigatori stanno inoltre verificando ulteriori aspetti ritenuti significativi, tra cui un annuncio apparso anni fa su un quotidiano colombiano che segnalava la scomparsa della donna in Italia e alcune presunte anomalie relative ai tempi della denuncia presentata dall’ex marito. Secondo gli atti esaminati dagli inquirenti, infatti, la segnalazione ufficiale sarebbe stata effettuata soltanto diversi mesi dopo la sparizione. Nel frattempo l’uomo, che dopo la scomparsa ha continuato a vivere e lavorare nella zona intraprendendo anche una nuova relazione, mantiene il massimo riserbo. Le indagini proseguono e gli investigatori non escludono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.


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