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“Come è morta Laura Ziliani”. Pubblicati i documenti dell’autopsia sulla vigilessa 55enne di Temù

  • Italia

Proseguono le indagini per l’omicidio di Laura Ziliani, l’ex vigilessa e impiegata del Comune di Roncadelle scomparsa l’8 maggio scorso a Temù, in provincia di Brescia, e ritrovata cadavere l’8 agosto. In carcere con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere le figlie Paola e Silvia Zani e il fidanzato, il 27enne Mirto Milani.

Laura Ziliani sarebbe stata vittima di un piano criminoso che sarebbe stato orchestrato dai tre arrestati, finiti in manette grazie alle discrepanze nei loro racconti, le testimonianze di alcuni vicini di casa, i tabulati telefonici e il ritrovamento di un flacone di benzopam a casa dei tre, lo stesso farmaco di cui sono state trovate delle tracce nel corpo della 56enne.

Laura Ziliani come è morta causa decesso


Laura Ziliani, come è morta la vigilessa 55enne di Temù

I tre avrebbero ucciso Laura Zialiani per impossessarsi del patrimonio: quindici diverse proprietà immobiliari e sette terreni agricoli fra i Comuni di Brescia, Concesio, Temù e Malonno e altri due immobili, un grande locale commerciale e un magazzino di 34 metri quadri a Concesio. Un patrimonio stimabile fra i 3 milioni e i 3 milioni e mezzo di euro. La ricostruzione del gip nell’ordinanza di arresto era chiara e denunciava gravi colpe delle figlie dell’ex vigilessa e del fidanzato di Silvia, che aveva una relazione anche con l’altra sorella.

Laura Ziliani come è morta causa decesso

“Il proposito omicidiario – si leggeva nei documenti – è il frutto di una lunga premeditazione e di un piano criminoso che ha consentito loro di celare per lungo tempo la morte e di depistare le indagini”. Come riporta il Giornale di Brescia, il professor Andrea Verzeletti, direttore della Medicina legale degli Spedali civili di Brescia, ha depositato al pubblico ministero Caty Bressanelli la relazione definitiva dell’autopsia sul corpo di Laura Ziliani.

La donna è stata soffocata e poi seppellita, quindi sono stati esclusi il suicidio e la morte per cause naturali. L’ipotesi dei medici è che la la 55enne sia prima stata stordita con degli ansiolitici e poi soffocata in modo non violento, probabilmente con un cuscino, quando ormai non era in grado di reagire e non, come era stato ipotizzato all’inizio, uccisa con un mix letale di medicine.


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