Tra le nuove carte depositate nel processo sulla presunta trattativa fra lo Stato e la mafia c’è una nota che potrebbe cambiare le sorti del processo. O che, comunque, svela un retroscena che può riscrivere un pezzo di storia. Lo svela il Corriere della Sera: “Una nota riservata del comandante generale dell’Arma dei carabinieri, indirizzata al direttore del servizio segreto militare il 20 giugno 1992… certifica che a quella data – un mese dopo la strage di Capaci in cui era stato ucciso Giovanni Falcone, e un mese prima di quella di via D’Amelio in cui sarà trucidato Paolo Borsellino – c’erano precisi segnali sul successivo bersaglio di Cosa nostra: il procuratore aggiunto di Palermo Borsellino, per l’appunto, che ‘correrebbe seri pericoli per la sua incolumità a causa delle ultime inchieste sulla mafia trapanese che, fortemente colpita dai recenti successi investigativi, ha di molto ridotto la propria credibilità in seno ai vertici dell’organizzazione'”.

Paolo Borsellino: “Chi ha paura muore ogni giorno”

