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L’infermiera assassina si è fatta il selfie scattato vicino a un cadavere

Una paziente di 78 anni, entrata all’ospedale “Umberto I” di Lugo, in provincia di Ravenna, per un problema poco grave, invece di fare ritorno a casa era finita in obitorio. Nello stesso reparto di cardiologia da inizio anno c’erano già stati 38 decessi, per i quali si trovava sotto inchiesta l’infermiera Daniela Poggiali, 42 anni. La donna è stata arrestata dalla Procura di Ravenna per omicidio pluriaggravvato della 78enne. Una morte che diede il via all’inchiesta. Gli inquirenti hanno fatto accertamenti proprio sui 38 decessi, una decina ritenuti particolarmente dubbi. Per gli investigatori l’infermiera se la sarebbe presa con i pazienti particolarmente impegnativi da assistere o con parenti pressanti, esclusa l’eutanasia per motivi umanitari. A fine luglio quando l’infermiera veniva anche licenziata dall’azienda sanitaria di Romagna, un ingegnere informatico incaricato dai magistrati aveva ritrovato sul cellulare della donna una foto risalente ai mesi precedenti che la ritraeva in posa assieme al cadavere di un paziente appena deceduto. A raccontare la vicenda ai magistrati, era stata un’altra dipendente dell’ospedale che su esplicita richiesta dell’infermiera le aveva fatto ed inviato uno scatto per poi cancellare tutto dal display subito dopo. L’infermiera, ora è rinchiusa nella Casa circondariale di Ravenna, era stata accusata anche di piccoli furti ai danni dei pazienti risalenti al 2013. La vicenda dell’ospedale di Lugo dove si effettuano mediamente 14mila ricoveri l’anno, ha scosso da diversi mesi l’ambiente del piccolo centro del ravennate.

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