“Abbiamo trovato un piccolo teschio”. Choc sul caso della 12enne scomparsa

Era il 19 luglio del 2018 quando scomparve di Iuschra Gazi. La 12enne bengalese affetta da autismo sparita dall’altopiano di Cariadeghe a Serle, in Valsabbia, nel bresciano, forse è stata ritrovata. Quel giorno la ragazzina era impegnata con altri compagni in una gita organizzata dalla Fondazione bresciana assistenza psicodisabili (Fobap). A un certo punto la 12enne si era allontanata e da quel momento non è stata più trovata, facendo presagire che sia finita in uno dei numerosi spazi sotterranei e anfratti che la zona presenta.

Ora però il giallo si infittisce: un piccolo teschio è stato ritrovato nei boschi di Serle, in provincia di Brescia. E’ la stessa zona dove due anni fa si concentrarono le ricerche della piccola Iuschra. Saranno gli accertamenti medici a stabilire se i resti trovati siano proprio della ragazzina. Il caso giudiziario, come riferito da Il Giornale di Brescia, era stato chiuso nei mesi scorsi con la condanna per omicidio colposo a otto mesi, in virtù di un patteggiamento per l’operatrice dell’associazione che durante la gita aveva il compito di controllare la bambina. (Continua a leggere dopo la foto)


Intervistato, il padre della bimba ha detto: “Spero sempre che sia viva. Nessuno mi ha avvisato. Adesso aspettiamo di vedere se quelle ossa sono di Iuschra”. Lo ha detto Mdliton Gazi, il padre di Iuschra. Serviranno gli esami del Dna per capire se si tratta della bambina. “Io spero sempre possa essere viva mia figlia, ma adesso vediamo con queste ossa trovate” ha detto il padre che aveva seguito ogni giorno le ricerche. (Continua a leggere dopo la foto)

“Da papà spero sempre possa tornare. Cosa è successo quel giorno ancora non l’ho capito”. Come abbiamo detto per quella scomparsa era stata indagata l’educatrice Roberta Ratti che nel corso del processo di primo grado ha ora deciso di patteggiare una pena di otto mesi di reclusione per omicidio colposo. (Continua a leggere dopo la foto)

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La sentenza è arrivata dopo che la famiglia della giovane è stata risarcita di quella grave perdita. Nell’udienza in processo non erano presenti l’imputata e nemmeno il padre di Iuschra che da subito si era attivato per chiedere di trovare la propria figlia.

Di Gianluca Salza

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Pubblicato il alle ore 10:07 Ultima modifica il alle ore 12:05