Isola del Giglio, addio allo sfregio di Schettino

Torna a galla la Concordia, insieme al Paese di santi, poeti e navigatori affondato dal prosaico peccato mortale di Francesco Schettino. 13 gennaio 2012: trentadue morti, un’Italia ferita dalla strage e dalla vergogna del capitano che abbandona la nave. Due anni e mezzo dopo, un’infaticabile e anonima ciurma è riuscita a ripescare quell’onore dal fondo del Tirreno. Prima ha soccorso i naufraghi e cercato pietosamente i cadaveri, poi ha circondando il Mostro e lo ha reso inoffensivo, infine lo ha raddrizzato e avviato al suo ultimo viaggio. I lillipuziani vincitori trascineranno il cadavere del gigante in mare, in una lenta processione senza inchini, verso gli altri mostri meccanici che l’attendono per spolparlo nel porto di Genova. Così la Concordia smetterà di essere un’enorme vergognosa presenza e diventerà una cosa che è accaduta, la storia di un disastro e di un successo. Lo sfregio sarà una cicatrice sempre più sfumata. Il Giglio, dimenticato dai giornalisti e dai turisti del disastro, tornerà finalmente a fiorire.(ep)