Irma Perrotti vasto

“Un vuoto incolmabile”. Irma, morta a 53 anni: in lutto un’intera comunità. Lascia il marito e una figlia

Un paese sotto choc quello di Vasto, che piange la scomparsa di Irma Perrotti, 53 anni, funzionaria del settore Cultura del Comune. Per il marito, il professor Massimo Cionci, la figlia Ludovica, la mamma Mirella, questi sono giorni terribili: “La scomparsa di Mimma – commenta il sindaco Francesco Menna – è una perdita grave per tutti, per la famiglia, gli amici, i colleghi e coloro che le hanno voluto bene. Il suo impegno, la passione per il lavoro e la sua allegria saranno sempre ricordati”.

La ricorda con affetto anche lo staff di Palazzo d’Avalos, di cui Irma Perrotti curava i musei e la programmazione culturale “con passione, entusiasmo, professionalità, disponibilità illimitata. Non c’erano feste, ferie e orari troppo tardi per sentirsi, confrontarsi e trovare soluzioni. Quasi non ci siamo resi conto che stesse male, fin quasi all’ultimo ha risposto alle nostre telefonate, ci ha dato indicazioni, ci ha consigliato, è stata tra di noi”, scrivono in un messaggio, ricordando le tante iniziative in cui “ci coinvolgeva, ci spronava con la sua energia nell’ideare sempre nuove proposte, nell’affrontare i problemi e risolverli insieme”.

Irma Perrotti vasto

Chi la conosce racconta che nella sua lunga e coraggiosa battaglia con la malattia ha sempre avuto la grande forza d’animo di dedicare alle attività culturali della sua amata città le energie che aveva. Irma Perrotti è stata un punto di riferimento competente e attento per tutti coloro che, negli anni del suo lavoro nel settore dei servizi culturali, hanno ideato e organizzato iniziative in città.


Irma Perrotti vasto

Il confronto con Irma Perrotti era sempre prezioso perché riusciva ad ascoltare e comprendere ogni esigenza, dandosi poi da fare per trovare soluzioni anche alle difficoltà più complesse. La cultura importante, un segno distintivo dell’eredità che lascia a Vasto.

Irma Perrotti vasto

La grande mostra-evento per il Bicentenario di Filippo Palizzi, la creazione della nuova istituzione culturale della città, l’ammodernamento della sala convegni Aldo Moro e della sala della Costituzione e, ultima in ordine di tempo, la realizzazione del Polo Bibliotecario alle Scuderie di Palazzo Aragona. Una mancanza enorme quella di Irma Perrotti.

Pubblicato il alle ore 10:35 Ultima modifica il alle ore 10:35