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“Io Sempio l’ho visto”. Garlasco, colpo di scena: spunta un altro testimone

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Chiara Poggi Sempio

Un nuovo elemento potrebbe riaccendere l’attenzione sul delitto di Garlasco. Un testimone, intervenuto a Morning News su Canale 5, ha raccontato episodi che risalgono al periodo in cui avvenne l’omicidio di Chiara Poggi, nell’agosto 2007. “Vedevo Andrea Sempio negli anni passati. Parliamo degli anni in cui è avvenuto l’omicidio di Chiara Poggi. Qualche volta mi è capitato di vedere anche Marco Poggi, il fratello di Chiara, ma anche vicino ad Andrea Sempio. Penso fossero amici, ogni tanto vedevo anche Chiara nel gruppo”. Il fedele, pur precisando di non conoscere i dettagli delle relazioni personali, ha aggiunto: “Non so se Chiara parlasse con Sempio all’epoca. Non sono mai stato curioso di sapere certe cose, però li vedevo anche nel gruppo”.

La testimonianza, se confermata, porterebbe alla luce legami mai approfonditi tra Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, e la stessa vittima. Un particolare che, sebbene rimasto sullo sfondo nelle indagini di allora, potrebbe assumere un significato diverso oggi, a distanza di anni.

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Chiara Poggi Sempio


Chiara Poggi, spunta nuovo testimone: “Cosa faceva Andrea Sempio”

Accanto a questa dichiarazione si intreccia la cosiddetta pista del Santuario della Bozzola, mai realmente presa in considerazione. Proprio nei giorni scorsi, infatti, è stato arrestato nei pressi di Zurigo Flavius Savu, uno dei due cittadini rumeni condannati per estorsione all’ex rettore del santuario di Garlasco. Savu, che deve scontare una pena di cinque anni, in passato aveva sostenuto l’esistenza di un collegamento tra presunti festini avvenuti proprio al santuario e il delitto del 13 agosto 2007. Non è escluso che la Procura di Pavia possa interrogarlo per chiarire meglio la sua versione.

Chiara Poggi Sempio

Parallelamente, nuove rivelazioni emergono dall’incidente probatorio ancora in corso. Durante le analisi sono state individuate otto impronte mai emerse prima: sei trovate su un sacchetto di cereali e due su quello della spazzatura. Un dettaglio che ha colpito anche gli esperti, perché si tratta di reperti considerati già esaminati nelle fasi precedenti delle indagini.

Il consulente di parte civile, Dario Redaelli, ha commentato con sorpresa la novità: “Evidentemente questo materiale è stato conservato in modo da garantire l’attività che è stata fatta oggi. È rimasto disponibile, benché si parlasse di materiale sequestrato nell’ambito di un procedimento passato in giudicato”. Le parole del consulente evidenziano quanto la vicenda sia ancora lontana dal potersi considerare definitivamente chiusa.

Il lavoro dei periti, infatti, si preannuncia complesso e destinato a protrarsi. Proprio per questo motivo il gip Daniela Garlaschelli ha già fissato una nuova udienza per il 26 settembre, in cui verrà valutata la possibilità di prorogare l’incidente probatorio. Segno che, a 18 anni di distanza, il mistero attorno alla morte di Chiara Poggi continua a riaprire scenari inattesi.


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