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“Guardate questi oggetti”. Garlasco, indagini-scandalo: svelate le foto mai viste

  • Italia

Le nuove immagini diffuse sul web stanno riportando al centro del dibattito uno dei punti più oscuri del delitto di Garlasco, aprendo un fronte che molti pensavano definitivamente archiviato. A distanza di anni, la ricostruzione di ciò che avvenne nella casa di Chiara Poggi torna a scricchiolare per via di dettagli rimasti nell’ombra, oggetti non catalogati e movimenti sulla scena del crimine che nessuno, finora, aveva raccontato con tanta precisione. A sollevare il velo è stata Francesca Bugamelli, youtuber che da tempo analizza il caso con occhio meticoloso, pubblicando un nuovo set di fotografie che stanno alimentando interrogativi pesanti.

Secondo l’analisi della creator, quelle immagini — scattate all’interno della villetta pochi istanti dopo la scoperta del corpo — mostrerebbero una scrivania che non corrisponde affatto a come gli inquirenti l’hanno descritta negli atti. Gli oggetti presenti, alcuni dei quali ben visibili ma mai repertati, suggeriscono una dinamica molto più complessa di quanto letto nelle carte. Bugamelli ha illustrato tutto durante la sua recente partecipazione a Ignoto X, la trasmissione investigativa di La7, indicando punto per punto le discrepanze.

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Garlasco, a Ignoto X le immagini degli oggetti mai repertati

È a questo punto che la youtuber entra nel merito e pronuncia parole destinate a far discutere: “Una manomissione della scena del crimine”, dice senza esitazioni, spiegando poi con altrettanta fermezza che “a parte il completino intimo”, ciò che si trovava sulla scrivania “non è stato repertato” e che quegli oggetti sarebbero stati spostati “senza indicarlo nei verbali”. Parole che riaprono la questione dell’accuratezza dei rilievi e della gestione della scena del delitto.

Nel lungo approfondimento pubblicato sul suo canale Bugalalla Crime, Bugamelli si sofferma sugli oggetti appoggiati o buttati sulla superficie: “Si parla di filmini intimi, di sfera intima, delle ricerche fatte da Chiara Poggi sul pc”, sostiene, sottolineando come la loro presenza in quella posizione possa narrare una parte di storia che gli atti giudiziari non hanno mai contemplato. Poi aggiunge: “Oggi ci rendiamo conto che trovare questi oggetti buttati sulla scrivania, quindi deduco che siano oggetti utilizzati o manomessi da Chiara di recente, possano raccontare cos’è avvenuto poche ore prima del delitto o il giorno prima o la notte prima”.

Ed è solo a questo punto, scorrendo le immagini una a una, che il quadro si fa davvero inquietante. La youtuber elenca ciò che si vede nitidamente: “Una custodia, un dvd, un completino intimo, delle collant, tirate fuori dalla scatola, possono suggerire qualcosa che a oggi purtroppo, non avendo fatto analisi su questi reperti, possiamo soltanto dedurre o immaginare ma erano oggetti fondamentali, soprattutto se vogliamo andare a caccia del movente”. Parole che gettano un’ombra sull’intera gestione delle prove, perché quegli elementi — se realmente manipolati o non repertati — avrebbero potuto orientare, o cambiare, l’impianto investigativo.

A rendere il tutto ancora più complesso è la questione del divano, un altro punto chiave della scena. Sempre grazie alle immagini, Bugamelli segnala che su quel divano erano presenti una coperta e un oggetto che somiglia a una collana, mai repertata e poi rimossa in un momento non indicato nei documenti ufficiali. Proprio sotto quel punto, sul pavimento, ci sono invece gocce di sangue che gli investigatori catalogarono regolarmente. Qui la youtuber invita a riflettere: se quella fosse davvero una collana, osserva, avrebbe potuto contenere tracce biologiche decisive, e la sua mancata acquisizione rappresenterebbe un’occasione perduta.

Il racconto proposto da Bugamelli non riscrive la storia giudiziaria del caso, ma pone interrogativi che pesano come macigni: cosa raccontavano davvero quegli oggetti? Perché non furono repertati? E soprattutto: quanto può incidere, oggi, la scoperta di dettagli dimenticati su una verità processuale ritenuta definitiva? Domande che tornano a vibrare dentro un caso che continua, a distanza di quasi vent’anni, a sollevare dubbi e tensioni.


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