L’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi continua a far discutere a quasi vent’anni dai fatti e, ancora oggi, ogni dettaglio tecnico viene analizzato con estrema attenzione. Nelle ultime ore a tornare al centro dell’attenzione è stato uno degli elementi più controversi dell’intera vicenda: le impronte lasciate dalle scarpe dell’assassino sul pavimento dell’abitazione di Garlasco. Un tema che negli anni ha alimentato dibattiti, perizie e interpretazioni contrapposte.
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Nel corso della trasmissione “Quarto Grado”, infatti, è stata mostrata in esclusiva una parte dell’esperimento realizzato dalla difesa di Andrea Sempio, finalizzato a verificare la compatibilità delle scarpe Frau considerate fondamentali nella ricostruzione della scena del crimine. Un accertamento che potrebbe avere ripercussioni importanti nel dibattito investigativo e giudiziario ancora in corso.

L’esperimento che riaccende il caso
Al centro della prova ci sono le celebri scarpe Frau con la suola a pallini, lo stesso modello che secondo le ricostruzioni avrebbe lasciato ben 27 impronte all’interno della villetta dei Poggi dopo l’omicidio di Chiara. Si tratta di tracce che continuano a essere oggetto di discussione anche nel 2026 e che nella sentenza di condanna sono state attribuite ad Alberto Stasi.

Per approfondire la questione, il collegio difensivo di Andrea Sempio ha deciso di recuperare direttamente i modelli originari. Attraverso un sito specializzato nella vendita di articoli usati sono stati acquistati due diversi esemplari delle scarpe Frau: un paio in camoscio numero 42 e un altro modello in plastica numero 43, oggi non più disponibile sul mercato.

A #Quartogrado in esclusiva le immagini della prova delle scarpe fatta dal pool difensivo di Andrea Sempio che dimostrerebbe la non compatibilità dell'impronta a pallini pic.twitter.com/KNZ63YvBAN
— Quarto Grado (@QuartoGrado) June 11, 2026
Le immagini realizzate durante l’esperimento mostrano le prove di calzata effettuate nell’ambito delle verifiche difensive. Secondo quanto sostenuto dagli avvocati di Sempio, nessuno dei due modelli sarebbe compatibile con il piede del loro assistito. Le scarpe, infatti, sarebbero risultate eccessivamente strette e impossibili da indossare in maniera corretta.
La strategia difensiva punta dunque a rafforzare una tesi già sostenuta negli ultimi mesi: Andrea Sempio, che attualmente indossa una scarpa numero 44, non avrebbe potuto utilizzare quei modelli nelle misure esaminate. Per questo motivo il materiale raccolto durante l’esperimento non si limiterà alle fotografie ma comprenderà anche una registrazione video completa delle prove effettuate.
Tutta la documentazione verrà ora trasmessa agli inquirenti. Oltre alle immagini e ai filmati, la difesa depositerà anche nuove misurazioni dei piedi di Andrea Sempio, nel tentativo di fornire ulteriori elementi tecnici da valutare nell’ambito dell’inchiesta. Un passaggio che potrebbe alimentare nuove verifiche e ulteriori approfondimenti da parte della Procura.
Intanto il dibattito si è acceso anche sui social network, dove gli utenti stanno commentando con grande attenzione gli ultimi sviluppi. Tra i messaggi più condivisi si leggono frasi come: “Se le scarpe non gli entrano, qualcuno dovrà spiegare molte cose”, “Ogni nuova perizia sembra ribaltare quella precedente”, “Il caso Garlasco continua a riservare colpi di scena incredibili”, “Bisogna analizzare tutto senza pregiudizi”, “Le impronte sono sempre state un elemento decisivo”, “Spero che finalmente emerga tutta la verità” e “Dopo tutti questi anni ci sono ancora troppi punti da chiarire”. Commenti che dimostrano come il delitto di Garlasco continui a dividere l’opinione pubblica e ad alimentare interrogativi destinati probabilmente a far discutere ancora a lungo.


