Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Maxi sequestro di vongole, finivano anche in Italia: “Gravi rischi per la salute”

  • Italia

Un’operazione congiunta delle forze dell’ordine spagnole e portoghesi ha portato alla luce un vasto traffico di molluschi destinati ai mercati e ai ristoranti, aggirando i controlli sanitari e mettendo a rischio la salute dei consumatori. Le indagini, coordinate con il supporto di Europol, hanno permesso di fermare 11 persone sospettate di aver gestito un sistema di pesca e commercializzazione illegale di vongole, con un giro d’affari che nel solo 2025 avrebbe fruttato oltre 1,6 milioni di euro. Oltre sette tonnellate di prodotto, per un valore stimato di almeno 150mila euro, sono state sequestrate.

Gli inquirenti hanno accertato che si trattava di vongole di Manila, note anche come vongole giapponesi, pescate senza autorizzazione nelle acque del fiume Tago, il più lungo della penisola iberica. Questa pratica, vietata dalla legge, elude non solo le norme ambientali, ma anche quelle legate alla sicurezza alimentare. Una volta prelevate, le vongole venivano mantenute vive in contenitori d’acqua, per poi essere introdotte nel circuito legale grazie a documenti falsificati che ne attestavano una provenienza regolare.

Leggi anche: “È lui, arrestato”. Sotto copertura nel negozio di alimentari per 30 anni, la polizia lo riconosce e finisce in manette


Maxi sequestro di vongole, finivano anche in Italia: “Gravi rischi per la salute”

Secondo gli investigatori, il prodotto contaminato sarebbe stato immesso sul mercato non solo in Spagna e Portogallo, ma anche esportato in Francia e in Italia. La pericolosità per i consumatori è elevata: l’assenza di controlli sanitari può esporre al rischio di gravi intossicazioni alimentari, infezioni gastrointestinali e perfino epatite. La manipolazione e la conservazione in condizioni non idonee aumentano ulteriormente le possibilità di contaminazione.

L’inchiesta ha anche sollevato gravi dubbi sul fronte sociale. Dietro la pesca illegale, infatti, si celerebbe lo sfruttamento di lavoratori pagati appena uno o un euro e mezzo per ogni chilo di vongole raccolte, una cifra irrisoria a fronte dei guadagni generati dalla vendita sul mercato nero. Questo aspetto ha spinto le autorità a estendere le indagini anche a possibili violazioni in materia di diritti del lavoro.

Per i sette principali indagati, le accuse spaziano dai reati ambientali al riciclaggio di denaro, dalla frode documentale alla frode alimentare e sanitaria. Le autorità hanno annunciato che i controlli verranno intensificati, non solo nelle aree di pesca del Tago, ma anche nei mercati e nei canali di distribuzione, per arginare un fenomeno che unisce criminalità organizzata, pericolo per la salute pubblica e sfruttamento umano.


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure