“Addio nonno Giovanni”. Morto l’uomo più anziano d’Italia e Europa. Età record

“È andato via un pezzo importantissimo della storia della nostra comunità. Zio Giovanni era l’uomo più anziano d’Europa. Di lui ci ricorderemo sempre la sua pelle liscissima”. Così Lucilla Parisi, la sindaca di Roseto Valfortore, piccolo paese del Foggiano, ricorda Giovanni La Penna, l’uomo più anziano d’Italia secondo i dati conosciuti, che indicano le donne in testa alla ‘classifica’ della longevità.

Fino al 28 dicembre è stato suo il titolo di ‘uomo più longevo vivente in Italia’ (mentre il titolo di Decana d’Italia spetta alla siciliana Maria Oliva) dal 21 marzo 2020, quando il veneto Giovanni Quarisa è deceduto, a 110 anni e 210 giorni. (Continua a leggere dopo la foto)


Ha sempre vissuto nel suo borgo natale, cui è profondamente legato. Dal suo matrimonio con Giovanna Sbrocchi, deceduta nel 1984, ha avuto 4 figli, due maschi e due femmine. Dopo la morte della 111enne Carmela Villani, dal 25 ottobre 2020 zio Giovanni è stata la persona più anziana della regione Puglia. È morto il 28 dicembre all’età di 111 anni e 60 giorni. (Continua a leggere dopo la foto)

A darne notizia Futuroseto sulla pagina Facebook: “La nostra leggenda non c’è più”. Per i rosetani zio Giovanni era “colui che portava dentro di se un pezzo di storia della società che nessuno poteva aver visto, una specie di idolo, di testimonianza dei nostri saperi, testimonianza, per noi, immortale, della secolare cultura materiale che da sempre ha caratterizzato la nostra comunità, una cultura fatta di lavoro e di tempra, di onestà e di cortesia, di simpatia e comunicatività”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Nel 2009 compì 100 anni; in quell’occasione le istituzioni gli recapitarono una targa commemorativa, ed il 1º novembre successivo fu celebrata nella chiesa cattolica locale una messa in suo onore. Quest’anno, a causa del Covid, il 29 ottobre 2020, giorno del suo 111esimo compleanno, non ha potuto celebrare con la comunità paesana il traguardo. Giovanni La Penna, memoria storica del paese che ha superato due Guerre mondiali, lascia quattro figli, 11 nipoti e 14 pronipoti.

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