“Non doveva essere lì”. Giacomo Sartori, qualcosa non torna dopo la morte: è giallo

Le speranze di ritrovare Giacomo Sartori vive sono naufragate nella tarda mattinata di oggi 23 settembre. Il suo corpo è stato trovato a poche centinaia di metri dal luogo dove due giorni fa era stata ritrovata la sua auto. Al momento l’ipotesi che sembra prendere maggior corpo è quella del suicidio: il ragazzo è stato trovato impiccato ad un albero con un filo elettrico attorno al collo e una catena sul terreno. Tante le zone d’ombra.


Giacomo Sartori era scomparso dopo aver passato la notte di venerdì scorso in compagnia di amici in un bar di viale Vittorio Veneto, in zona Porta Venezia, dove gli è stato rubato lo zaino. Al suo interno c’erano i documenti e il pc del lavoro, un dettaglio che potrebbe averlo turbato e che non è sfuggito agli inquirenti che indagano sul suo allontanamento. Ciò che succede da questo momento in avanti è un mistero.

giacomo sartori


Dopo il furto infatti Giacomo Sartori si mette in strada, supera il casello della A7 e arriva a Casorate Prima (Pavia), un paesino che non ha mai frequentato e dove non ha contatti (il trentenne è originario di Belluno) tra le 2.00 e le 2.20 del mattino. Prima di fermarsi nella piazzola dove verrà poi ritrovata l’auto Giacomo Sartori viene riprese mentre gira in circolo.


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Quasi stesse cercando qualcuno. Alle 2.30 il, scrive il Giornale, telefono di Giacomo Sartori aggancia la cella telefonica di Motta Visconti, ma solo per utilizzare internet: probabilmente Giacomo invia dei messaggi su WhatsApp, ma non fa partire alcuna chiamata. Alle 7.15, il suo telefono è ancora acceso e aggancia di nuovo la stessa cella telefonica, ma neppure in quel momento vengono registrate chiamate vocali: c’è solo traffico dati, come cinque ore prima.

giacomo sartori

Nel pomeriggio di ieri le chiavi e il portafogli di Giacomo Sartori sono stati ritrovati nei giardini Montanelli di Milano, prova che il ladro ha svuotato lo zaino pochi minuti dopo averlo rubato. Nella testa degli inquirenti scatta l’idea che Giacomo sia arrivato nella campagna pavese seguendo il tracciato del telefono tramite una delle applicazioni che permettono di conoscere la posizione di un dispositivo in caso di smarrimento. Probabilmente, si crede, stava seguendo i ladri. Restano poi i fatti: il ritrovamento del corpo nel bosco. Suicidio o omicidio, lo chiarirà l’autopsia.

Pubblicato il alle ore 15:42 Ultima modifica il alle ore 15:42