Il delitto di Garlasco è uno di quei casi che, a distanza di quasi vent’anni, continua a far parlare di sé per la sua complessità, i suoi risvolti mai del tutto chiariti e le figure che, più o meno direttamente, vi sono state coinvolte. Era il 13 agosto del 2007 quando Chiara Poggi, 26 anni, venne trovata senza vita nella villetta di famiglia, in via Pascoli. La giovane era stata uccisa con inaudita violenza, e per quel delitto è stato condannato in via definitiva l’allora fidanzato Alberto Stasi. Ma intorno all’assassinio ruotano ancora oggi dinamiche familiari, piste investigative alternative e gesti che, nel tempo, hanno sollevato non poche domande. Uno di questi episodi riguarda le cugine della vittima, Stefania e Paola Cappa, protagoniste, loro malgrado, di una delle pagine più curiose e controverse dell’immediato post-delitto.
Subito dopo la tragedia, le due sorelle — allora ventitreenni — decisero di affiggere al cancello della villetta un’immagine che le ritraeva sorridenti accanto a Chiara, accompagnata dal messaggio: “Ciao Chiara, sei nel nostro cuore, un abbraccio, le tue cugine”. Un gesto che, anziché commuovere, lasciò perplessi molti compaesani. In tanti, infatti, si dissero sorpresi da quel tipo di commemorazione, sottolineando come i rapporti tra Chiara e le gemelle Cappa non fossero notoriamente così stretti. Alcuni amici e residenti parlarono apertamente di un legame molto marginale tra le tre ragazze, tanto che l’affissione di quella foto fu interpretata da alcuni come un tentativo forzato di protagonismo.
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Garlasco, cosa fanno e come sono diventate le gemelle Cappa. Stefania e Paola 18 anni dopo l’omicidio della cugina Chiara Poggi
Ma il colpo di scena arrivò poco dopo: quella foto, che sembrava immortalare un momento di affetto familiare, si rivelò essere un fotomontaggio. A chiarirlo fu una fotografa di Garlasco che ne analizzò l’origine. Inizialmente, il settimanale Oggi pubblicò un memoriale attribuito a Paola Cappa, nel quale si sosteneva che lo scatto fosse autentico, risalente a una vacanza a Loano. Tuttavia, si scoprì in seguito che l’articolo non era stato firmato dalla diretta interessata, ma realizzato da un giornalista che aveva raccolto le dichiarazioni della famiglia. La conferma definitiva dell’alterazione dell’immagine contribuì ad alimentare sospetti e voci, lasciando un alone di ambiguità sull’intera vicenda.

Da quel momento, le due sorelle hanno preferito il silenzio. Dopo il clamore mediatico seguito all’omicidio, Stefania e Paola Cappa si sono progressivamente allontanate dalla scena pubblica, interrompendo qualsiasi rapporto con la stampa. Secondo quanto riportato da Repubblica, Stefania, oggi 41enne, ha seguito le orme del padre Ermanno e si è laureata in giurisprudenza, lavorando attualmente come avvocata esperta in diritto sportivo, con incarichi in diverse commissioni del Coni Lombardia. Nel 2017 si è sposata con il campione di equitazione Emanuele Airoldi, lo stesso con cui si trovava in piscina il giorno dell’omicidio. Paola, invece, si è reinventata come food blogger e si divide tra Milano e Ibiza, dedicandosi alla promozione della cucina italiana.



Oggi, ogni tentativo di contattare le sorelle Cappa cade nel vuoto. Nemmeno la trasmissione Le Iene, nel tentativo di raccogliere nuove testimonianze, è riuscita a ottenere un confronto. Eppure, quella foto modificata resta uno degli episodi simbolo del caso Garlasco, specchio di un dolore pubblico mai risolto e di una vicenda che, ancora oggi, lascia dietro di sé molte più domande che certezze.


