Nella puntata del 6 novembre di “Mattino Cinque”, Federica Panicucci ha deciso di tornare su uno dei casi più complessi e dibattuti del momento, quello che coinvolge Massimo Lovati e l’ex procuratore Mario Venditti, nell’ambito dell’indagine legata al delitto di Garlasco. Un tema che, a distanza di anni, continua a generare tensioni e a riaccendere sospetti, soprattutto ora che nuovi elementi sembrano delineare scenari inaspettati. In studio, insieme ad altri ospiti, era presente l’avvocato di Lovati, Fabrizio Gallo, che ha offerto una ricostruzione dei fatti chiara ma densa di sottintesi, lasciando intendere che le prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive.
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Fin dalle prime battute, Gallo ha voluto rassicurare sullo stato d’animo del suo assistito, senza però nascondere le preoccupazioni legate alle imminenti convocazioni: “Massimo Lovati sta bene, ora è un po’ più sereno, ma preoccupato perché potrebbe esserci a breve una convocazione. Lunedì dovremmo essere a Brescia per un’audizione per definire alcune cose. Sarà un autunno molto caldo questo, arriveremo presto a capire chi ha disinnescato il procedimento nei confronti di Sempio”. Parole pesanti, pronunciate con la consueta prudenza di chi sa di muoversi su un terreno minato, ma che hanno subito acceso la discussione tra gli ospiti del programma.

Garlasco, le parole dell’avvocato Gallo a Mattino Cinque
La conduttrice ha insistito sui contrasti interni tra i legali coinvolti, chiedendo a Gallo come giudicasse le discrepanze nelle versioni fornite da altri avvocati. Senza esitazioni, il difensore ha risposto: “Lovati è preoccupato perché gli altri due avvocati, Soldani e Grassi, dicono altre cose rispetto alle sue, non hanno detto la verità”. Una dichiarazione che ha spostato l’attenzione su un aspetto spesso rimasto in ombra: le divisioni e le reciproche accuse tra chi, almeno sulla carta, avrebbe dovuto collaborare alla stessa indagine.

Quando Panicucci ha sollevato il tema dei compensi percepiti da Lovati per il suo lavoro sull’inchiesta, la tensione è salita ulteriormente. Ai microfoni del programma, Gallo ha tagliato corto: “No, perché ha fatto un grosso lavoro, anzi sostiene di aver preso poco”. La frase ha scatenato un brusio in studio, alimentando il dibattito sull’opacità di alcuni passaggi economici che, da mesi, accompagnano l’intera vicenda.

Il confronto si è fatto più serrato quando la conduttrice ha domandato se la data di lunedì potesse rappresentare una svolta cruciale: “Sarà un giorno importante?”, ha chiesto. “Per un avvocato sarà un giorno come un altro”, ha replicato Gallo, con un tono ironico ma fermo, suscitando reazioni contrastanti tra gli ospiti, molti dei quali hanno percepito una sicurezza forse eccessiva in un momento così delicato.
Panicucci ha poi incalzato l’avvocato su un punto nevralgico, ipotizzando l’arrivo di un possibile avviso di garanzia: “Prendiamo per ipotesi che lunedì accada qualcosa, un avviso di garanzia ad esempio, pensa che Lovati potrebbe essere l’unico?”. La risposta di Gallo non si è fatta attendere: “Se arriva a Lovati arriverà ad altre quattro persone, gli avvocati Grassi e Soldani, Sapone e Spoto. Questo non significa che debbano essere condannati, attenzione, ma essere indagati è possibile”.
Infine, il legale ha voluto affrontare il capitolo più spinoso, quello legato all’ex procuratore Venditti. “Penso che su di lui non ci sia la corruzione, almeno su Venditti. Ma parlando dell’intercettazione della Suzuki, potrebbe essere pregiudicante per le posizioni di Spoto e Sapone”, ha dichiarato Gallo, aprendo di fatto un nuovo fronte d’analisi sulla controversa intercettazione che da tempo è al centro dell’inchiesta.
Chiudendo il suo intervento, l’avvocato ha lasciato intendere che non tutto è ancora venuto alla luce: “Le persone che devono dire la verità sono almeno quattro, se non sei”. Una frase che ha gelato lo studio e che ha reso evidente come, dietro il caso Lovati, si nasconda un intricato intreccio di versioni, segreti e responsabilità ancora tutte da chiarire.


