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Si accascia: muore in spiaggia. Hanno tentato di salvarlo anche con l’eliambulanza

Malore in spiaggia, turista muore a Gabicce. È successo nella mattinata di oggi, mercoledì 7 agosto, inorno alle 10.30. L’uomo, 74 anni e originario di Mantova, si è sentito male nel tratto di mare compreso tra i bagni 14 e 12, non lontano dalla struttura del Mississippi. La causa, con ogni probabilità, un malore.

Alla vista dell’uomo che barcollava sulla battigia sono intervenuti subito i bagnini di salvataggio dello stabilimento che hanno poi allertato il personale della Capitaneria di porto di Pesaro per i rilievi di legge e del 118, oltre all’eliambulanza e ai carabinieri. Ogni soccorso però è stato vano. Una tragedia, quella di Gabicce, che fa eco a quella del primo agosto a Porto d’Ascoli dove un turista aquilano di 65 ani è morto in seguito ad un malore che lo aveva colto mentre era in acqua. L’intervento del bagnino di salvataggio e dei bagnanti che si trovavano nei pressi del sessantacinquenne è stato immediato ma le condizioni dell’aquilano sono purtroppo subito sembrate compromesse. Continua dopo la foto


E’ subito partita la chiamata al 118 la cui centrale operativa ha inviato sul posto un’ambulanza del presidio Potes dell’ospedale con il medico a bordo. In spiaggia gli operatori sanitari hanno provato il tutto per tutto per salvare la vita all’uomo che però, nonostante i disperati tentativi di rianimazione, è morto. In tutti e due i casi, responsabile della morte potrebbe essere stato un infarto. L’infarto del miocardio (o miocardico) si verifica quando un trombo (coagulo di sangue) interrompe improvvisamente il flusso di sangue all’interno di un’arteria coronaria (vaso sanguigno che porta il sangue ad una parte del muscolo cardiaco). Continua dopo la foto


L’interruzione del flusso sanguigno diretto al cuore, con il protrarsi dei minuti ed ore può danneggiare o distruggere (necrosi) una parte del muscolo ca rdiaco (miocardio). Tuttavia, se il flusso sanguigno viene ripristinato in tempi brevi, il danno al cuore può essere limitato o addirittura evitato. Un infarto del miocardio, anche chiamato attacco cardiaco, può essere fatale. Questo succede per lo più quando le persone confondono i loro sintomi con una malattia meno grave, come l’indigestione, e ritardano l’accesso in ospedale. Continua dopo la foto



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Dunque, per ridurre la mortalità è fondamentale che il paziente o i familiari riconoscano prontamente i sintomi al fine di attivare i soccorsi e le relative strategie terapeutiche urgenti (farmacologica e soprattutto riperfusione meccanica con angioplastica).

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