Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“Finora non considerato”. Garlasco, il nuovo elemento in casa Poggi: ora nuovi approfondimenti

  • Italia

Un dettaglio finora passato sotto traccia potrebbe riaccendere i riflettori sull’omicidio di Chiara Poggi, la giovane di 26 anni trovata morta nella villetta di famiglia a Garlasco il 13 agosto del 2007. A distanza di quasi 18 anni da quella tragica mattina d’estate, la Procura di Pavia avrebbe deciso di tornare ad approfondire alcuni elementi che non hanno mai trovato una spiegazione definitiva. Al centro della nuova inchiesta ci sarebbe una traccia di sangue individuata sotto la cornetta del telefono fisso della casa, un dettaglio apparentemente secondario ma che potrebbe rimettere in discussione alcuni aspetti fondamentali dell’intera vicenda.

Quel telefono, secondo quanto emerso, non sarebbe mai stato utilizzato nel giorno dell’omicidio. Eppure, sotto il ricevitore è stata individuata una piccola ma precisa macchia ematica. Una goccia, forse minuscola, ma sufficiente a far vacillare la ricostruzione ufficiale. Perché si trovava lì? E soprattutto, chi ha sollevato e poi riagganciato la cornetta insanguinata? Domande che, oggi, tornano prepotentemente alla ribalta dopo che il consulente tecnico Enrico Manieri ha dichiarato in televisione di non essere riuscito a ricreare in laboratorio quella stessa configurazione di macchia, nonostante numerosi tentativi.

Incidente mortale, l’urto è stato devastante: la situazione è apparsa subito gravissima


Garlasco, la traccia di sangue sul telefono

“Una goccia di sangue non può raggiungere quel punto senza che qualcuno abbia sollevato il ricevitore”, ha affermato Manieri nel corso di un’intervista andata in onda su “Chi l’ha visto?”, lasciando intendere che ci sarebbe stata una movimentazione consapevole del telefono dopo l’aggressione. Il dettaglio, ignorato all’epoca perché l’impronta risultava priva delle minuzie necessarie per un’identificazione formale, assume oggi un peso diverso alla luce delle nuove analisi. L’esperto ha aggiunto che la disposizione della macchia e le tracce nella stanza sembrano suggerire la presenza di almeno due persone al momento del crimine.

Nel 2007, l’unico accusato e poi condannato in via definitiva per l’omicidio è stato Alberto Stasi, l’allora fidanzato di Chiara Poggi, che sta scontando una condanna a 16 anni. Tuttavia, negli ultimi anni, le attenzioni degli investigatori si sono spostate anche su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, il cui profilo genetico era stato inizialmente associato a un campione trovato sotto le unghie di Chiara ma poi scartato dagli inquirenti. Ora, però, qualcosa starebbe cambiando.

Secondo fonti vicine all’indagine, i magistrati paventano la possibilità che alcuni elementi siano stati trascurati o non correttamente valorizzati durante la prima fase dell’inchiesta. Non si parla ancora di riapertura formale del caso, ma il nuovo focus su quella cornetta potrebbe rappresentare il preludio a un riesame più ampio. I carabinieri, del resto, nel giorno del ritrovamento, avevano segnalato che la cornetta era perfettamente al suo posto, ma nessuno allora si domandò se quel gesto — apparentemente banale — potesse celare una verità rimasta sepolta per anni.


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure