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“Femminicidio? No”. Giulia Cecchettin, le parole choc del generale Vannacci

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Generale Roberto Vannacci Giulia Cecchettin

Torna a fare discutere il generale Roberto Vannacci, che ha deciso di dire la sua sul terribile omicidio di Giulia Cecchettin, la giovane di 22 anni uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta l’11 novembre scorso in provincia di Venezia. Nelle scorse ore è finito alla ribalta per essere stato nominato capo di stato maggiore del Comando delle forze operative terrestri e poi è scoppiata una nuova polemica per le sue affermazioni sulla studentessa universitaria.

Il generale Roberto Vannacci ha parlato di Giulia Cecchettin nella sua intervista a La Stampa, il quale si è concentrato anche sulla parola patriarcato: “Chiamiamoli pure femminicidi, non mi dà fastidio. Il paradosso è pensare che la responsabilità di quella che chiamiamo cultura patriarcale sia di uomini forti e prevaricatori: è il contrario. Sono gli uomini deboli a fare del male alle donne. Noi educhiamo uomini deboli, non uomini forti“.

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Generale Roberto Vannacci Giulia Cecchettin


Il generale Roberto Vannacci parla di Giulia Cecchettin: cosa ha detto sui femminicidi

Il generale Roberto Vannacci, toccando appunto l’argomento Giulia Cecchettin balzato inevitabilmente agli onori della cronaca nera, ha criticato coloro che usano il termine femminicidio per indicare le morti violente di queste donne: “Prima di tutto, non mi piace chiamarlo femminicidio. Perché chiamare l’omicidio di una donna in modo diverso? L’assassinio di un tabacchino lo chiameremo commercianticidio? La matrice di chi vuole punire chi fa commercio non la vede? C’è una matrice precisa in qualsiasi omicidio“.

Generale Roberto Vannacci Giulia Cecchettin

Poi ha aggiunto ancora a La Stampa: “Si parla da anni di femminicidio eppure le donne continuano a venir uccise. Non dico di smettere, dico che farlo non serve“. Il generale ha sferrato l’attacco contro questi assassini, che per lui non sarebbero però figli del patriarcato: “Quelli che ammazzano le donne sono uomini che non sanno stare da soli, che sono dipendenti da loro e che, quando temono di venire abbandonati, perdono la testa. Altro che maschi patriarcali: sono mollaccioni smidollati che abbiamo prodotto noi”.

Infine, Vannacci sempre sugli uomini ha esclamato: “Il punto non è che i maschi vogliono possedere una donna: è che dipendono da lei. Se perdi una compagna, non ne cerchi un’altra ma ti ammazzi. Se perdi un lavoro, non ti industri per cercarne uno: aspetti il reddito di cittadinanza. Le mie figlie devono emergere, devono difendersi da sole e non devono farsi avvicinare da persone deboli”.


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