Fase 2, quando sarà possibile spostarsi tra regioni. La data decisa dal governo

Arrivano novità sugli spostamenti tra le regioni italiane in questa fase 2 dell’emergenza coronavirus. Innanzitutto bisogna precisare che si avrà bisogno ancora di altri giorni per capire come proceda l’evoluzione del contagio, ma a partire dal 15 maggio ci sarà un quadro più chiaro della situazione

Arrivano novità sugli spostamenti tra le regioni italiane in questa fase 2 dell’emergenza coronavirus. Innanzitutto bisogna precisare che si avrà necessità ancora di altri giorni per capire come proceda l’evoluzione del contagio, ma a partire dal 15 maggio ci sarà un quadro più chiaro della situazione. Se tutto dovesse andare senza intoppi, dal primo giugno dovrebbe esserci l’ok per potersi spostare da una regione all’altra. Dunque, si avrà la possibilità anche di recarsi nella seconda casa.

La decisione finale su quest’ultimo aspetto spetterà ai governatori, che potrebbero quindi mettere in soffitta la regola per spostamenti solo per lavoro, salute e necessità e aprire per qualsiasi motivazione. Per poter riaprire la propria regione in sicurezza, servirà rispettare una serie di indicatori presenti nel decreto del ministro della Salute, Speranza. Ogni regione dovrà fornire prima di tutto il numero di casi sintomatici notificati per mese e quanti sono ricoverati. (Continua dopo la foto)


Si dovrà fare riferimento alle persone presenti in terapia intensiva e negli altri reparti dell’ospedale. Poi dovranno essere monitorati tutti i Comuni per avere una mappatura del virus. Inoltre, tutte le regioni della nostra Penisola dovranno presentare un numero di checklist ogni settimana da somministrare alle strutture socio-sanitarie, per sapere dove si sono verificate eventuali criticità. Poi c’è la parte legata alla capacità di diagnosi e alla gestione dei contatti avuti dal positivo. (Continua dopo la foto)

Ogni regione dovrà comunicare la percentuale di tamponi positivi e indicare quanto tempo è trascorso dall’inizio dei sintomi in un soggetto e la data di diagnosi. Poi spazio anche al riferimento di figure professionali per ciascun servizio del territorio impegnate nel tracciamento dei contatti avuti dal caso positivo e messi in quarantena ed isolamento. Rispettando queste indicazioni, le regioni potranno quindi avere una sorta di normalità. E poi c’è un ultimo aspetto. (Continua dopo la foto)

Sulla tenuta dei servizi sanitari, le regioni che riapriranno saranno quelle con un certo numero di casi registrati negli ultimi 14 giorni. Importantissimo sarà il calcolo dell’indice di contagio, l’Rt. In base ai numeri sarà data l’autorizzazione o meno alla riapertura. Peseranno i casi di nuovi casi di infezione confermata che non sono collegati a trasmissioni già note e il numero di accessi al pronto soccorso. Fondamentale la disponibilità di posti letto nelle terapie intensive.

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