Autocertificazione anche nella fase 2, dal 4 maggio: ecco quando sarà obbligatoria

Ormai ci stiamo preparando per ripartire nel modo più sicuro. Tutto organizzato per fare in modo che si agisca nella prudenza, dall’uso delle mascherine al distanziamento sociale. Ovviamente i controlli si faranno più rigidi con l’unico scopo di evitare qualsiasi altra seconda ondata di contagio del virus. L’attenzione è posta ancora sul celebre indicatore “R-0” e dovendo riprendere ciascuno la propria corsa inevitabile chiedersi qualcosa in più sugli spostamenti e sulle autocertificazioni.

Le restrizioni in merito agli spostamenti si allenteranno, ma è bene comprendere alcuni aspetti pratici che riguardano tutti da vicino. Servirà ancora compilare i modelli di autocertificazione? La fase 2 non dovrebbe più prevedere la compilazione dei moduli, se non in alcuni specifici casi, come ad esempio per gli spostamenti interregionali. Il motivo è comprensibile, posto che la situazione del contagio in Italia è molto differente da una zona all’altra. (Continua a leggere dopo la foto).


Nessun dettagli potrà essere trascurato e il ritorno alle abitudini di sempre risulterà comunque graduale e ponderato. Come ben riporta Mauro Evangelisti sul quotidiano Il Messaggero un argomento molto dibattuto sta riguardando proprio gli spostamenti da regione a regione. Questi non solo prevederanno la compilazione dei moduli di autocertificazione, ma anche valide motivazioni che spingono allo spostamento. (Continua a leggere dopo la foto).

Un aspetto ancora molto dibattuto, dunque, che vede molti italiani ancora in attesa di ulteriori chiarimenti in merito. Ancora una volta si dovrà valutare l’andamento del fattore “R-0” e come ha informato il ricercatore Merler alla conferenza stampa all’Istituto sull’andamento epidemiologico: “L’indice di contagio in Italia è tra 0,2 e 0,7 ma ci vuole poco a tornare sopra la ‘soglia’”. (Continua a leggere dopo la foto).

Alle parole del ricercatore, si è unito anche Franco Locatelli del Consiglio Superiore della Sanità,  che ha annunciato che “il 29 aprile ci sarà la graduatoria dei test sierologici e l’aggiudicazione rispetto a quello selezionato per lo studio di prevalenza sul territorio nazionale”. Ancora poco tempo e si riusciranno a comprendere più nel dettaglio le indicazioni da rispettare al meglio. La speranza è quella di tornare presto a una situazione ‘di normalità’.

Furio, 61 anni, in casa senza vita. Dopo un anno lo hanno trovato così