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“Hanno mentito”. Famiglia nel bosco, la scoperta cambia tutto: cosa succede ora

  • Italia

In un caso che da settimane alimenta dibattiti accesi e interrogativi sul rapporto tra istituzioni, genitori e tutela dei minori, arriva ora un nuovo capitolo destinato a cambiare il clima attorno alla vicenda dei tre bambini che vivono in un casolare isolato nei boschi di Palmoli. La famiglia, al centro dell’attenzione pubblica per le condizioni di vita giudicate inadeguate dal Comune, ha diffuso un comunicato nel quale afferma di non aver mai rifiutato aiuti e di non aver compreso pienamente l’ordinanza del sindaco fino a quando non è stata tradotta in inglese. Una versione che, nelle ultime ore, ha provocato una reazione immediata da parte dell’ex legale della coppia, Giovanni Angelucci.

>> “La verità è questa”. Bimbi nel bosco, alla fine la famiglia parla ufficialmente

Secondo il racconto dei due genitori, l’intera situazione sarebbe nata da un fraintendimento linguistico: vivendo in Italia da tempo ma conoscendo poco l’italiano, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham sostengono che la reale portata del provvedimento fosse sfuggita fino alla lettura in lingua inglese. Da qui, spiegano, il malinteso sulla presunta chiusura verso le istituzioni e il sindaco di Palmoli, che nel frattempo aveva cercato più volte di proporre alternative ritenute più idonee per la vita dei minori.


Famiglia nel bosco, ora cambia tutto

A mettere in discussione questo racconto è però proprio l’avvocato che fino a pochi giorni fa li rappresentava. Giovanni Angelucci, che ha scelto di rinunciare al mandato per divergenze insanabili, non nasconde lo stupore nel leggere quel comunicato. Parlando dell’intera vicenda e tornando sulle fasi più delicate del confronto con il Comune, l’ex difensore sottolinea che «i fatti smentiscono quanto scritto nel comunicato, che sono certo non è farina del sacco di Nathan e Catherine», aggiungendo che il sindaco Masciulli sarebbe «testimone di tutti i loro rifiuti». Parole che lasciano intendere come, dietro la nuova narrazione della coppia, ci possa essere la mano di terzi o comunque una strategia maturata solo nelle ultime ore.

È proprio a questo punto che Angelucci introduce l’elemento più sorprendente del suo intervento. L’avvocato non nasconde infatti di ritenere che la sua uscita di scena, formalizzata pochi giorni fa, possa aver provocato uno scossone salutare. «In ogni caso mi dico sinceramente molto contento di leggere di questa loro apertura verso l’esterno», osserva, quasi riconoscendo che il clima di chiusura che aveva contraddistinto la coppia nelle settimane precedenti si stia finalmente sgretolando. Una posizione che ribadisce poco dopo: «Evidentemente ho ottenuto il risultato sperato e col mio comunicato di rinuncia all’incarico difensivo ho messo in luce una volta per tutte quali fossero le vere criticità e li ho fatti ragionare finalmente, sebbene non fossi più il loro legale».

La casa nel bosco dove viveva la famiglia, circondata dalla natura

Nelle sue parole traspare l’idea di aver agito in modo drastico proprio per smuovere uno stallo che rischiava di isolare ulteriormente la famiglia. «Dovevo dare una scossa e ci sono riuscito. Sempre e solo per il bene primario dei tre bambini», conclude, lasciando intendere che la sua decisione non sia stata un semplice atto di insofferenza professionale, ma un gesto mirato a riportare al centro del dibattito la tutela dei minori e non le tensioni tra adulti. Le parole dell’avvocato cambiano la percezione della storia nella fetta dell’opinione pubblica che si era schierata in favore della famiglia.

Resta ora da capire se questa nuova fase di “apertura verso l’esterno”, come la definisce lo stesso Angelucci, troverà riscontri concreti nei prossimi giorni. Palmoli e l’intera comunità abruzzese attendono sviluppi, mentre sullo sfondo resta una sola priorità: garantire ai tre bambini un futuro sereno, lontano da incertezze, incomprensioni e contrapposizioni.


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