Il caso Garlasco torna a muoversi dopo anni di piste, archiviazioni e nuove letture degli atti. Al centro dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli, c’è oggi Andrea Sempio, amico del fratello della vittima e attualmente unico indagato dalla Procura di Pavia. La sua posizione viene rivalutata alla luce di elementi già emersi in passato, ma ora riletti con strumenti e ipotesi investigative differenti.
I nuovi accertamenti ruotano attorno a tre punti: il Dna sotto le unghie di Chiara, la cosiddetta impronta 33 trovata sulla parete delle scale che portano alla taverna e lo scontrino di Vigevano, per anni considerato un tassello utile all’alibi di Sempio. Proprio quel ticket, datato 13 agosto 2007, oggi viene osservato con maggiore cautela dagli inquirenti, perché non basterebbe più, da solo, a escludere la sua presenza nella zona della villetta.

Lo scontrino di Vigevano e i nuovi dubbi
Il tagliando del parcheggio di Vigevano, con orario 10.18, era stato collegato alla versione fornita da Sempio: quella mattina si sarebbe trovato lì per comprare un libro. Ma lo scontrino fu consegnato ai magistrati solo un anno dopo il delitto e oggi gli investigatori si chiedono se fosse davvero riconducibile a lui. Una delle ipotesi, ancora tutta da verificare, è che potesse appartenere alla madre, circostanza che la donna avrebbe sempre negato.
A cambiare il peso dell’alibi c’è anche la questione dell’orario della morte. Secondo la più recente valutazione attribuita all’anatomopatologa Cristina Cattaneo, il delitto potrebbe essere avvenuto tra le 11 e le 11.30. Se questa finestra temporale fosse confermata, la presenza a Vigevano alle 10.18 non renderebbe impossibile uno spostamento verso Garlasco in tempo utile. Ed è proprio qui che il vecchio alibi comincia a mostrare crepe.

Il confronto con gli altri elementi rende il quadro ancora più delicato. L’impronta 33, classificata come traccia palmare, fu trovata sul muro vicino alle scale della villetta. Secondo ricostruzioni giornalistiche e atti citati in questi mesi, sarebbe stata valutata per punti di contatto compatibili con Sempio. Resta poi il nodo del materiale genetico individuato sotto le unghie di Chiara, da sempre uno dei passaggi più discussi del fascicolo.
Le verifiche riguardano anche alcune telefonate anomale alla famiglia Poggi nei giorni precedenti al delitto, altro elemento che gli investigatori stanno ricontestualizzando. Sullo sfondo resta la condanna definitiva di Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara, riconosciuto colpevole in via definitiva nel 2015 e condannato a 16 anni. La nuova indagine su Andrea Sempio non cancella quel percorso giudiziario, ma apre un confronto complesso su indizi, tempi e compatibilità. Inoltre è sempre più probabile che si vada verso la revisione del processo che portò alla condanna di Stasi.


