L’inchiesta sul delitto di Garlasco continua ad alimentare il dibattito pubblico e, nelle ultime ore, a riaccendere l’attenzione sono state le immagini inedite dell’interrogatorio di Andrea Sempio, oggi indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Un filmato che mostra momenti finora mai visti e che ha immediatamente scatenato reazioni, interpretazioni e discussioni sui social network.
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La diffusione del video, trasmesso da Quarta Repubblica nella puntata di lunedì 15 giugno su Rete 4, ha offerto agli spettatori uno sguardo diretto sul confronto tra gli inquirenti e Sempio. Più che le parole, però, a colpire molti utenti è stato il linguaggio non verbale dell’indagato, osservato e commentato nei minimi dettagli da chi segue da vicino gli sviluppi della vicenda.

Il video dell’interrogatorio e le reazioni sui social
Tra i messaggi comparsi online ce n’è uno che ha raccolto particolare attenzione: “Lo vedo in difficoltà, labbra serratissime, deglutizione nervosa”. Un’osservazione che riassume il pensiero di diversi utenti, convinti che l’atteggiamento mostrato da Sempio durante l’interrogatorio possa nascondere tensione o disagio. Naturalmente si tratta di interpretazioni personali, ma il dibattito si è rapidamente acceso.

Nel filmato, infatti, gli investigatori affrontano uno dei temi più delicati della nuova indagine: la possibile revisione dell’orario della morte di Chiara Poggi. Un elemento che potrebbe incidere in maniera significativa sulla ricostruzione dei fatti e sugli alibi delle persone coinvolte nella vicenda.

Il video dell'interrogatorio a #Sempio sull'orario della morte spostato dalla Cattaneo#garlasco #quartarepubblica pic.twitter.com/TqdEsC7Yih
— Quarta Repubblica (@QRepubblica) June 15, 2026
Durante il confronto, un magistrato della Procura di Pavia richiama le conclusioni emerse dalle analisi sul contenuto gastrico della vittima. “È stato analizzato il digesto, quindi il contenuto di quello che è stato trovato nello stomaco della vittima presuppone che il processo digestivo fosse iniziato da mezz’ora a due o tre ore prima”. Una valutazione che viene utilizzata per ridefinire la finestra temporale nella quale potrebbe essere avvenuto l’omicidio.
L’argomentazione prosegue collegando i risultati scientifici alle altre evidenze raccolte dagli investigatori. “Stiamo incrociando un po’ le risultanze – afferma ancora chi indaga -. Le 9.12 è pertanto l’orario che indica che indica Chiara Poggi sveglia, che dopo aver disinserito allarme apre la porta per fare uscire i gatti. Immaginiamo che poi sia andata… Se uno si sveglia, va in bagno”.
Da qui nasce una ricostruzione ancora più dettagliata della mattinata del 13 agosto 2007. Secondo quanto illustrato nel video, dopo essersi alzata Chiara avrebbe iniziato la normale routine domestica prima della colazione. “Abbia preso le cose necessarie per far colazione e le abbia portate dalla cucina al salotto. E per semplice somma di orari, se la colazione non può essere iniziata prima delle 9.12 e se il contenuto del digesto comunque, pur avendo una forbice, non ci parla di un digerito in uno stato tale che deve essere iniziata la colazione almeno mezz’ora prima, le 9.45 Chiara era viva e quindi le 9.35 non torna più. Da questo, le 9.35 pacificamente Alberto Stasi stava a casa sua, a un chilometro e sette di distanza”. Un annuncio, questo su Stasi, che per la procura è una prova granitica.
Proprio durante questa lunga esposizione degli inquirenti emerge uno degli aspetti che più hanno colpito il pubblico. Andrea Sempio non interrompe, non controbatte e non replica alle considerazioni formulate dagli investigatori. Rimane in silenzio ad ascoltare, mantenendo un atteggiamento composto ma estremamente osservato da chi ha visto il filmato.
È questo silenzio, più ancora delle parole pronunciate nel corso dell’interrogatorio, ad aver generato interrogativi e sospetti tra gli utenti dei social. Per alcuni si tratterebbe di una reazione normale di fronte a un confronto così delicato; per altri, invece, quel comportamento apparirebbe insolito. Resta il fatto che le immagini diffuse da Quarta Repubblica hanno aggiunto un nuovo tassello mediatico a un caso che, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, continua a dividere l’opinione pubblica e ad alimentare il confronto tra accuse, difesa e osservatori.


