“Condizioni critiche”. Emilio Fede ricoverato all’ospedale San Raffaelle: “Il suo fisico è provato”

Emilio Fede, la notizia sopraggiunge nelle ultime ore. Non è la prima volta per il giornalista, ma questa volta la situazione sembra essere delicata. A diffondere la notizia Il Messaggero, dove viene fatto riferimento al ricovero di Emilio Fede presso la struttura ospedaliera San Raffaele di Milano. Le condizioni di salute del giornalista sono gravi e definite “critiche”.

Non lo perdono di vista neanche un secondo i medici dell’ospedale del capoluogo lombardo e nel frattempo una fonte riferisce: “Ha 89 anni, il suo fisico è provato”. Reduce dalla positività al coronavirus avvenuta nel mese di dicembre, Emilio Fede al tempo aveva trascorso il periodo di isolamento presso un hotel di Napoli e poi è stato ricoverato nel Covid residence dell’Ospedale del Mare. (Continua a leggere dopo la foto).


Per l’ex giornalista, storico direttore del Tg4, prossimo a compiere la bellezza di 90 anni il 24 giugno,  la situazione questa volta sembra essere più critica. E purtroppo la notizia diffusa nelle ultime ore risuona terribile lasciando tutti senza parole. E sembrano ancora non troppo lontane le dichiarazioni rilasciate da Fede durante il mese di dicembre poco dopo aver debellato il virus. (Continua a leggere dopo la foto).

“Sono salvo, ma il virus è micidiale. Non per i danni che può provocare al fisico, ma anche di quelli che può generare a livello psicologico perché si vive tanti giorni in isolamento e devo ringraziare il personale medico e paramedico del Covid Center di Napoli che mi ha sostenuto in ogni mia esigenza. I dottori sono stati degli angeli con i camici bianchi, la solidarietà che mi hanno dimostrato mi commuove”. (Continua a leggere dopo le foto).

La guarigione e poi un gesto nobile, comunicato durante un’intervista rilasciata per Repubblica: “Ho deciso di destinare una parte non da poco del mio patrimonio a opere di beneficenza per i malati. Lo dico a tutti: basta con gli egoismi. Ho capito che bisogna tener conto di queste situazioni e che non si può voltare la testa dall’altra parte. In questo modo spingerò le persone a comprendere l’importanza di curarsi. Chi è ammalato ha il diritto di essere sostenuto”, aveva affermato pochi mesi il giornalista.

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