Nel corso degli ultimi mesi il delitto di Garlasco è tornato al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria, alimentato da nuove testimonianze, ricostruzioni alternative e presunti dettagli rimasti nell’ombra per quasi vent’anni. Un caso che continua a dividere l’opinione pubblica e che, a ogni nuova dichiarazione, riaccende interrogativi mai del tutto sopiti sulla morte di Chiara Poggi, assassinata nella sua abitazione il 13 agosto 2007.
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Tra trasmissioni televisive, approfondimenti giornalistici e testimonianze riemerse improvvisamente dal passato, il fascicolo mediatico si è arricchito di nuovi protagonisti. Alcuni racconti hanno portato nuovamente sotto i riflettori le cugine della vittima, già finite più volte al centro di ipotesi e segnalazioni che, nel corso degli anni, sono state però spesso considerate prive di riscontri concreti dagli investigatori.

L’ultimo testimone finito al centro delle polemiche
L’ultimo nome ad aver attirato l’attenzione è quello di Massimo Mattiuz, l’uomo che nei mesi scorsi si è presentato ai carabinieri sostenendo di ricordare un episodio avvenuto proprio la mattina del delitto. La sua testimonianza è stata trasmessa in forma anonima dalla trasmissione Rai Tre “Filorosso”, dove ha raccontato di aver visto una ragazza bionda in bicicletta nei pressi della casa di Chiara Poggi.

Secondo quanto riferito, il 27 maggio 2025 Mattiuz si sarebbe presentato davanti ai militari del Nucleo investigativo di Milano per raccontare ciò che ricordava. Nella sua ricostruzione, quella giovane in bicicletta sarebbe stata Stefania Cappa. Una versione che ha immediatamente riacceso il dibattito, riportando ancora una volta le cugine di Chiara al centro delle attenzioni. Tuttavia, anche questa testimonianza è stata successivamente considerata non attendibile.

A intervenire pubblicamente è stata l’avvocata di Stefania Cappa, Valeria Mettica, che ha respinto con decisione le affermazioni del testimone. A Fanpage.it ha dichiarato: “Il testimone di cui si è parlato lunedì sera a Filorosso è tutt’altro che ‘dimenticato’. La squadra omicidi di Moscova ha attentamente verificato il suo racconto e ha riscontrato che il Sig. Mattiuz è semplicemente un mitomane, speriamo l’ultimo cui sono consentiti i quindici minuti di popolarità di warholiana memoria in televisione. Parimenti warholiana sembra essere la suggestiva ripetizione seriale dell’artefatta immagine di Stefania Cappa in bicicletta, a beneficio del consumo di massa”.
Il legale ha inoltre evidenziato un elemento che, secondo la difesa, smonterebbe alla base il racconto: “i Carabinieri hanno scritto chiaramente nella annotazione di trasmissione delle SIT dello scorso aprile che il Sig. Mattiuz non risulta neppure essere a Garasco la mattina del 13 agosto 2007. Stupisce che i giornalisti, che pure sostengono di aver ‘spulciato’ gli atti, non se ne siano accorti, così fungendo da cassa di risonanza per notizie false e diffamatorie”.
Nella sua deposizione, Mattiuz ha spiegato il motivo per cui si sarebbe trovato in paese quella mattina. “Ricordo che nell’agosto del 2007 avevamo una serata in programma al locale ‘Le Rotonde’ di Garlasco per il 15 agosto. Lavoravo nell’ambito degli eventi per discoteche. Io proprio per sistemare gli ultimi dettagli di quella serata, mi ero recato a Garlasco la mattina del 13 agosto perché avevo appuntamento alle 10 alle Rotonde con la proprietà. Quella mattina sono arrivato in anticipo (…) quindi mi sono fatto una passeggiata a piedi per il paese per prendermi il caffè e fumarmi una sigaretta”. Successivamente ha aggiunto: “Durante la passeggiata ho percorso una strada che era caratterizzata da tante traverse con delle casette poste a sinistra rispetto al mio senso di marcia. Ad un certo punto da una di queste traverse è uscita una ragazza in bicicletta. Era vestita con una maglietta nera e un pantalone nero (…). Ci siamo guardati negli occhi e poi lei ha proseguito. Pedalava velocissima anche uscendo dalla traversa e girando a destra verso di me”.
Il presunto riconoscimento sarebbe arrivato pochi giorni dopo. Come raccontato dallo stesso Mattiuz: “Il 16 agosto mentre mi trovavo in hotel a Rimini con la tv mandarono in onda le immagini delle due gemelle Cappa e io dissi ai presenti ‘quella lì è quella che ho incontrato quel giorno a Garlasco in bicicletta”. Una dichiarazione che richiama inevitabilmente altri racconti emersi negli anni. Prima di lui, infatti, Marco Demontis Muschitta aveva sostenuto di aver visto Stefania Cappa in bicicletta con un piedistallo da camino, salvo poi ritrattare tutto affermando: “non sono sicuro di quello che ho detto chiedo scusa. Mi sono inventato tutto quello che ho detto”. Successivamente era stato il turno di Gianni Bruscagin, che aveva riferito una segnalazione riguardante una delle sorelle Cappa e un presunto oggetto gettato nel torrente di Tromello. Da quell’indicazione era nata anche un’ispezione dei carabinieri il 14 maggio 2025, conclusasi però senza alcun riscontro. Anche in quel caso, la testimonianza non venne ritenuta attendibile.


