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Garlasco, la decisione degli avvocati di Andrea Sempio: “Una resa…”

  • Italia

Nuova puntata di “Mattino Cinque” e, ancora una volta, il caso Garlasco torna al centro dell’attenzione mediatica, alimentando un dibattito che non accenna a spegnersi. Nella giornata di martedì 26 maggio 2026, il programma condotto da Federica Panicucci ha dedicato ampio spazio agli ultimi sviluppi legati alla posizione di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Tra intercettazioni, consulenze tecniche e strategie difensive, il quadro appare sempre più complesso e stratificato.

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Al centro della puntata, in particolare, le nuove intercettazioni e gli elementi che la Procura ritiene determinanti per sostenere l’accusa. Non solo: emergono anche dettagli finora poco considerati che, secondo gli inquirenti, potrebbero contribuire a delineare una ricostruzione più precisa della dinamica del delitto. Un intreccio di indizi e interpretazioni che continua a dividere opinione pubblica ed esperti.


Garlasco, il nodo della consulenza mancante

Collegato in diretta davanti alla Procura di Pavia, il giornalista Emanuele Canta ha fatto il punto sulla giornata decisiva per il deposito delle consulenze difensive. “Sono cinque le consulenze depositate dai legali di Sempio per ribattere punto su punto su quelli che la Procura considera elementi di prova contro l’indagato. Una medico-legale per replicare alla professoressa Cattaneo, una antropometrica per dimostrare che l’impronta a pallini non sia compatibile con la sua misura del piede cosa che invece sostengono i magistrati, una per rispondere alla BPA dei RIS di Cagliari”.

“Per evidenziare una dinamica diversa, mentre quella relativa al profilo personologico non è stata ancora depositata, in risposta a quella preparata dal RACIS, che ha parlato delle caratteristiche del 38enne. C’è inoltre una consulenza specifica sull’impronta 33, consci che quella possa essere la chiave dell’indagine, secondo la Procura quella è un’impronta bagnata, da collocare in un tempo vicino all’omicidio. Domani scadranno i 20 giorni previsti, Sempio non si farà interrogare, eventualmente si farà sentire solo quando ci sarà la richiesta di rinvio a giudizio, quindi la fissazione dell’udienza davanti al GUP. I legali vogliono che a sentirlo sia un soggetto terzo, quindi un giudice, non i magistrati”.

È proprio l’assenza della consulenza sul profilo personologico a catalizzare l’attenzione. Una parte del pubblico e degli osservatori interpreta questa scelta come una possibile ammissione di difficoltà da parte della difesa, quasi una resa parziale su un terreno ritenuto delicato. A rafforzare questa lettura è intervenuta anche la giornalista Lisa Imparato, che nel corso della trasmissione ha sottolineato: “Non presentare la contro-consulenza ha una valenza negativa”.

Il confronto in studio si accende quando Federica Panicucci interroga l’inviato su un altro punto cruciale: il ruolo della consulenza del RACIS e la strategia della difesa. “La difesa sta controbattendo punto su punto le consulenze della Procura, smontando a loro dire ogni aspetto che possa provare la colpevolezza di Andrea Sempio. E’ stato fatto con gli audio, dicendo che non sono una confessione, ma commenti a un podcast, sostenendo lui fosse consapevole di essere intercettato. Un lavoro simile è stato fatto con l’impronta a pallini, rimarcando la mancata corrispondenza, ma anche con il lavoro del RACIS, sanno che quella non potrà essere usata nel dibattimento, anche se è agli atti, la replica con la consulenza della dottoressa Valentina Marsella viene tenuta da parte per sfruttarla successivamente”.

La conduttrice rilancia con un’ipotesi che apre nuovi scenari: “O magari pensano che non possa essere utile, diventando controproducente”. Un dubbio che introduce un ulteriore livello di lettura sulle mosse della difesa, suggerendo che alcune scelte possano essere dettate non solo da strategia, ma anche da una valutazione di rischio sugli stessi elementi tecnici.

Intanto, tra i punti più discussi restano i contenuti emersi dalle attività investigative, come i post pubblicati su forum online, ritenuti significativi dagli esperti del RACIS. Si tratta di elementi che, per la loro natura e il loro linguaggio, risultano difficili da contestualizzare e spiegare. Secondo la difesa, però, questi contenuti andrebbero letti in un quadro più ampio, in cui non mancherebbero anche aspetti favorevoli all’indagato.

Nel frattempo, la posizione di Andrea Sempio resta immutata: nessun interrogatorio nell’immediato e la volontà di parlare solo davanti a un giudice, in una fase più avanzata del procedimento. Una scelta che conferma una linea difensiva prudente e attendista, mentre il caso continua a tenere alta l’attenzione mediatica e a dividere profondamente l’opinione pubblica.


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