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“È tornato lì e…”. Senza patente provoca un grave incidente e scappa, poi la decisione choc

  • Italia

Negli ultimi mesi le cronache italiane sono state segnate da una lunga serie di gravi incidenti stradali che hanno riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza sulle strade. Dalle autostrade alle provinciali, gli scontri continuano a provocare vittime e feriti, mentre le forze dell’ordine sono chiamate ogni giorno a ricostruire dinamiche spesso complesse e ad accertare eventuali responsabilità.

Non mancano i casi in cui, oltre all’incidente, emergono comportamenti ancora più gravi. Alcuni automobilisti scelgono infatti di fuggire dopo lo schianto, abbandonando le persone coinvolte senza prestare soccorso, oppure tentano di sottrarsi alle proprie responsabilità ricorrendo a espedienti e false versioni dei fatti. Circostanze che rendono ancora più delicato il lavoro degli investigatori.


Provoca incidente poi scappa, torna sul posto ed è choc

Proprio uno di questi episodi si è verificato in provincia di Reggio Emilia, dove un violento scontro tra due automobili ha portato alla luce un tentativo di depistaggio che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe dovuto nascondere la vera identità del conducente responsabile. Le indagini, però, hanno permesso di fare piena luce sull’accaduto.

L’uomo che si trovava al volante dell’auto coinvolta nello schianto non aveva mai conseguito la patente di guida. Dopo il violento impatto, invece di fermarsi per prestare assistenza alla persona ferita e attendere l’arrivo dei soccorsi, si è allontanato a piedi facendo perdere le proprie tracce. Poco dopo, un’altra persona si è presentata sul luogo dell’incidente sostenendo di essere stata alla guida del veicolo, nel tentativo di depistare le indagini. Il piano, però, non ha funzionato e gli accertamenti hanno portato a diverse denunce.

L’incidente risale all’8 luglio ed è avvenuto lungo la strada provinciale 28, nel territorio di Ghiardo di Bibbiano, un tratto considerato particolarmente pericoloso. Per cause ancora in fase di accertamento, due automobili si sono scontrate con estrema violenza. Nell’impatto una donna di 36 anni è rimasta incastrata tra le lamiere ed è stata liberata dai vigili del fuoco prima di essere affidata ai sanitari del 118, che l’hanno trasportata in ospedale in gravi condizioni.

Il conducente dell’altra vettura, invece, è uscito illeso dall’abitacolo ma ha deciso di fuggire senza prestare soccorso. Pochi minuti più tardi si è presentata un’altra persona dichiarando di essere stata al volante dell’auto coinvolta. La ricostruzione fornita, tuttavia, non ha convinto gli agenti della Polizia locale della Val d’Enza, che hanno avviato approfondite verifiche coinvolgendo il nucleo Infortunistica stradale e la polizia giudiziaria.

Grazie all’analisi degli elementi raccolti sul luogo dello schianto e alla ricostruzione della dinamica, gli investigatori sono riusciti a identificare il vero conducente e ad accertare che era privo della patente perché mai conseguita. Le indagini hanno inoltre permesso di ricostruire l’intero tentativo di depistaggio. Al termine degli accertamenti, la Procura di Reggio Emilia ha ricevuto le denunce: il vero conducente dovrà rispondere di omesso soccorso e guida senza patente; la persona che si era presentata al suo posto è stata denunciata per sostituzione di persona e false dichiarazioni; infine, il proprietario dell’auto dovrà rispondere di incauto affidamento del veicolo, illecito amministrativo previsto dalla normativa.

“L’episodio conferma l’importanza degli approfondimenti investigativi svolti dagli agenti della polizia locale, che hanno consentito di fare piena luce sull’accaduto e di ricostruire le responsabilità dei soggetti interessati. L’attività investigativa svolta dai nostri agenti ha consentito di ricostruire con precisione quanto accaduto, evitando che un comportamento finalizzato a sottrarsi alle proprie responsabilità rimanesse impunito”, dichiara il comandante della Polizia locale dell’Unione Val d’Enza, Davide Grazioli.

Il comandante ha inoltre voluto ringraziare il commissario capo Gino Basile e il responsabile della polizia giudiziaria Cristian Cavazzoni per il lavoro svolto durante le indagini. “Chi tenta di eludere i controlli o di ostacolare l’accertamento della verità deve sapere che la professionalità e l’esperienza degli operatori locali consentono di ricostruire i fatti e individuare i responsabili”.


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