Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“È morto stanotte”. Liliana Resinovich, addio all’amico che chiedeva giustizia

  • Italia

Per oltre quattro anni il suo volto è rimasto legato a una delle vicende più controverse e dolorose della cronaca italiana recente. Una presenza costante, spesso controcorrente, sempre pronta a esporsi in prima persona per difendere una verità che, a suo dire, non era mai stata davvero cercata fino in fondo. Nelle piazze, negli studi televisivi, davanti ai microfoni dei cronisti, la sua voce non ha mai tremato. E anche quando la stanchezza si faceva sentire, non ha arretrato di un passo.

Nella notte si è spento Claudio Sterpin, storico amico di Liliana Resinovich, la 63enne scomparsa a Trieste il 14 dicembre 2021 e ritrovata morta il 5 gennaio 2022 in sacchi della spazzatura. Ricoverato da lunedì all’ospedale di Cattinara, è morto circondato dall’affetto dei suoi cari, ma con lo sguardo ancora rivolto a quella battaglia che aveva scelto di combattere fino all’ultimo giorno: ottenere chiarezza sulla tragica fine di Lilly. Sterpin è stato uno dei protagonisti del caso. Amico speciale di Liliana, è stato l’ultima persona a sentirla al telefono la mattina del 14 dicembre 2021, pochi minuti prima che la donna sparisse per sempre. Ha lottato fino alla fine per raggiungere la verità sulla morte di Lilly.

Garlasco, Roberta Bruzzone per la prima volta nella villetta del delitto: “Cosa ho scoperto”


Liliana Resinovich, morto Claudio Sterpin

Sin dall’inizio, quando il caso di Liliana Resinovich era ancora avvolto da interrogativi e ipotesi contrastanti, Sterpin aveva preso posizione senza esitazioni. “Lilly non si è suicidata”, aveva ripetuto più volte, davanti agli inquirenti, in televisione, durante incontri pubblici. Una convinzione granitica, ribadita con fermezza e mai ritrattata, che lo aveva trasformato in uno dei volti simbolo della richiesta di verità attorno alla morte dell’amica.

La redazione di Quarto Grado ha voluto ricordarlo con parole cariche di emozione: “Lo abbiamo conosciuto e raccontato in tante sfumature della sua vita. Con la divisa da bersagliere – “bersaglieri una volta, bersaglieri per sempre”, aveva detto con orgoglio alla nostra Ilaria Mura. Con la maglia da maratoneta, protagonista e vincitore di gare importanti anche a livello internazionale. Con la divisa da autista, indossata per quarant’anni, sfoggiata persino con ironia al Tuffo delle Clanfe della scorsa estate. Lo abbiamo visto ballare, tuffarsi in mare a Capodanno, affrontare ogni sfida con energia e spirito combattivo. La stessa grinta con cui ha chiesto giustizia per Lilly, senza mai arretrare”.

Parole che restituiscono il ritratto di un uomo appassionato e poliedrico, capace di vivere con intensità ogni stagione della propria esistenza. Ex bersagliere, maratoneta di livello internazionale, autista per quarant’anni, Sterpin non aveva mai smesso di mettersi in gioco. Anche negli ultimi mesi, quando il peso del tempo e delle preoccupazioni si faceva sentire, continuava a esporsi pubblicamente, convinto che il silenzio sarebbe stato un tradimento nei confronti di Lilly.

La morte di Claudio Sterpin riapre inevitabilmente una ferita che a Trieste non si è mai rimarginata. Il caso di Liliana Resinovich resta uno dei più discussi degli ultimi anni, con una comunità ancora in attesa di risposte definitive. E lui, fino all’ultimo, è rimasto fedele alla sua linea, senza cedimenti, senza ambiguità. Ricordiamo che la 63enne scomparve da Trieste il 14 dicembre 2021 e il suo corpo fu ritrovato il 5 gennaio 2022 in un’area boschiva, chiuso in sacchi della spazzatura. Fin dall’inizio il caso ha diviso opinione pubblica e inquirenti, tra l’ipotesi del gesto volontario e quella di un evento violento. E come detto la voce di Sterpin è stata una delle più costanti nel chiedere approfondimenti e chiarimenti.

“Lo ricorderemo così, caro Claudio: appassionato, determinato, leale. Alla sua famiglia va il nostro abbraccio più affettuoso”, è la conclusione del messaggio della redazione. Un saluto che suona come un passaggio di testimone ideale: la sua voce si spegne, ma la richiesta di verità sulla morte di Lilly continua a riecheggiare.


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure