E dopo il terremoto del Centro Italia, spunta il giallo dell’hotel Roma. Tra le macerie viene ritrovato il registro delle presenze, ma qualcosa non torna. Ecco cosa c’è di “strano”. Il mistero si infittisce. E il dolore aumenta

 

Si scava ancora tra le macerie dell’Hotel Roma di Amatrice, l’albergo della cittadina reatina crollato a causa del terremoto. I Vigili del fuoco sono riusciti ad aprirsi un varco e sono riusciti ad arrivare nel punto esatto in cui c’era la reception. Erano alla ricerca del registro delle presenze e lo hanno trovato. Si tratta di un documento utile e prezioso per la Procura di Rieti in quanto si vuole accertare quante persone c’erano esattamente nell’albergo. Pare che l’elenco annotato sul quaderno delle presenze fosse di 30 ospiti, nomi e cognomi scritti a matita.

E, se i conti sono esatti, la misura è già colma. Nel senso che con le persone salve, con i morti dei giorni scorsi, con i due corpi recuperati lunedì e con il terzo individuato ma ancora da recuperare, si arriva esattamente al numero di trenta.


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Tuttavia il cumulo delle macerie è imponente a una settimana dal sisma e ci sono delle zone dell’albergo (la parte bassa) che ancora non sono state ispezionate o sono state verificate in parte. Pertanto non dovrebbero esserci altri corpi sotto la montagna di sassi dell’albergo, salvo (ma non risulta) che non fossero state registrate. Resta comunque incerto il numero delle vittime ad Amatrice semplicemente perché è incerto anche quello dei dispersi. Secondo il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi sono 10 le persone che che mancherebbero all’appello: “Un numero ufficiale dei dispersi non c’è”, spiega Titti Postiglione, a capo dell’ufficio emergenza della Protezione civile. Il bilancio ufficiale dei morti recuperati recita 292.

“Da qui ho mandato via in tutto 239 salme” riassume il professor Luca Poli, esperto di trapianti a Roma ma in questi giorni impegnato ad Amatrice come commissario medico per i servizi sanitari. “Di quei 239 — dice — sette sono stati portati a Rieti con identità ancora presunte, cioè erano persone alle quali era stato dato un nome ma che non erano state identificate formalmente, cosa che sarà avvenuta nel frattempo. Altri sette erano per noi del tutto ignoti”. Gente che, almeno fino al momento in cui ha lasciato Amatrice, nessuno aveva reclamato.

È possibile che tra di loro ci siano anche dei romeni. In provincia di Rieti ne risultano identificati solo tre e una e una donna in provincia di Ascoli. Ma dalla Romania il ministero degli Esteri parla di undici vittime come “tributo di morte pagato dal Paese”e di quattro dispersi e non è chiaro se siano conteggiati o no fra gli 11 morti (le ultime cifre aggiornate parlano di un solo disperso, identificati e vivi gli altri tre, ndr). Probabilmente molte di quelle persone erano donne, badanti di qualcuno arrivato da queste parti in vacanza. Per quanto riguarda gli altri stranieri con identità certa ce ne sono tre di Londra, una ragazza spagnola e una che veniva dal Centro America. Si tratta sempre di vittime identificate formalmente, che — fino a lunedì — risultavano essere tutte e 50 quelle recuperate in provincia di Ascoli (Arquata e Pescara del Tronto) e 193 delle 243 estratte dalle macerie del Reatino (Amatrice, Accumoli e le frazioni). Quindi, con i due corpi recuperati lunedì e quello da estrarre, sarebbero 50 le persone da identificare: in realtà quasi tutte hanno un nome ma le pratiche di riconoscimento sono da completare. Quasi tutte, esclusi gli ignoti.

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Pubblicato il alle ore 11:11 Ultima modifica il alle ore 11:28