Dopo 50 anni la Chiesa riabilita il Gesù di Pasolini

Il Vangelo secondo Matteo compie cinquant’anni e la Chiesa di Papa Francesco riconosce a distanza di mezzo secolo che «forse è la migliore opera su Gesù della storia del cinema». L’Osservatore Romano non nutre dubbi: è un film «scolpito nella pietra». Il tempo passa, i giudizi si ammorbidiscono, gli orizzonti si schiariscono. Quando nel 1964 Pier Paolo Pasolini presentò la pellicola al mondo, raccontò di averla ideata e diretta più che per scuotere il mondo intellettuale, per squassare quello ecclesiale. Di fatto quando uscì, il giornale della Santa Sede riservò al capolavoro una accoglienza alquanto gelida. Titolo: «Fedele al racconto, non all’ispirazione del Vangelo». L’omaggio apparso sull’Osservatore Romano mette in luce il filo della fede che ha guidato l’autore: «L’ispirazione è degna di un credente. In questo modo conferma cioè la validità e la forza della parola cristiana da una parte, ma dandogli un contesto più vero in cui potersi propagare dall’altra, il regista vuole certamente dare una stoccata tanto al mondo marxista quanto a quello ecclesiastico. Allo stesso tempo, però, forse inaspettatamente, trova un rifugio in cui vivere in pace la propria equidistanza da quei due poli»