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Donna rinchiusa in casa per giorni dal compagno: cosa subiva. La scoperta choc dei carabinieri

  • Italia

Per cinque giorni sarebbe rimasta chiusa dentro casa, senza alcuna possibilità di comunicare con l’esterno e senza nemmeno il proprio telefono cellulare. Un incubo terminato soltanto grazie all’intervento dei carabinieri, allertati da una segnalazione arrivata al 112. A far scattare i soccorsi è stato un cittadino che, passando nei pressi di un’abitazione di Acerra, in provincia di Napoli, avrebbe sentito delle grida provenire da un appartamento situato al piano terra.

Quando i militari sono arrivati sul posto, hanno immediatamente percepito che qualcosa non andava. Avvicinandosi all’ingresso dell’abitazione, ancora prima di bussare, hanno sentito una voce femminile provenire dall’interno. Una donna chiedeva aiuto con insistenza. Quelle urla hanno spinto i carabinieri a intervenire rapidamente per verificare cosa stesse accadendo all’interno dell’appartamento.


L’accesso alla casa si è però rivelato più complicato del previsto. Gli uomini dell’Arma si sono trovati davanti una doppia porta chiusa e completamente sbarrata. Anche l’unica finestra dell’abitazione risultava protetta da una pesante cancellata in ferro che impediva qualsiasi ingresso. Per riuscire a raggiungere la donna è stato quindi necessario richiedere il supporto dei vigili del fuoco, intervenuti per consentire l’accesso in sicurezza all’immobile.

Una volta liberata, la 34enne è apparsa profondamente scossa. Ai carabinieri ha raccontato di essere stata costretta a vivere giorni di paura e isolamento. Secondo la sua denuncia, il compagno usciva quotidianamente dall’abitazione dopo aver chiuso tutto a chiave, portando con sé anche il cellulare della donna. In questo modo sarebbe rimasta completamente tagliata fuori dal mondo esterno, impossibilitata a contattare parenti, amici o le forze dell’ordine.

Con il passare delle ore è emerso un quadro ancora più grave. La donna ha infatti riferito di aver subito violenze e maltrattamenti e di aver vissuto costantemente nel timore di nuove aggressioni. Proprio la paura delle conseguenze avrebbe reso ancora più difficile qualsiasi tentativo di chiedere aiuto durante quei giorni trascorsi all’interno dell’appartamento. Dopo essere stata messa in salvo ha deciso di formalizzare la denuncia, raccontando nel dettaglio quanto avrebbe subito.

Nel frattempo i carabinieri hanno avviato le ricerche del compagno della vittima, ma non hanno dovuto allontanarsi molto. L’uomo, un 34enne, si trovava infatti ancora nelle immediate vicinanze dell’abitazione. Una circostanza che ha reso la scena ancora più sorprendente.

Secondo quanto ricostruito, il presunto responsabile era mescolato tra i residenti e i curiosi che si erano fermati a osservare l’intervento delle forze dell’ordine e dei soccorritori. A pochi metri dall’appartamento dove la donna era stata appena liberata, seguiva le operazioni come un qualsiasi spettatore. I militari lo hanno riconosciuto e identificato sul posto.

Per il 34enne sono quindi scattate le manette. L’uomo è stato arrestato e dovrà ora rispondere delle accuse di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia. La vicenda è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre la donna è stata affidata ai percorsi di assistenza e tutela previsti per le vittime di violenza domestica.


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