“Cosa c’è scritto”. Denise Pipitone, l’avvocato Frazzitta rivela il contenuto della lettera anonima

Nuove rivelazioni sulla lettera anonima recapitata allo studio legale di Giacomo Frazzitta, l’avvocato di Piera Maggio, la madre di Denise Pipitone, la bambina di cui si sono perse le tracce il 1 settembre 2004, quando aveva quattro anni. Il caso della scomparsa è tornato alla ribalta negli ultimi mesi e da qualche settimana qualcosa sembra essersi smosso.   Al programma della Sciarelli, Giacomo Frazzitta ha lanciato un appello all’anonimo, chiedendogli di mettersi in contatto con lui.

“Ci rivolgiamo a quella persona che dopo 17 anni ha avuto il coraggio e il senso civico di inviare una lettera anonima al mio studio legale, dando informazioni nuove, ti invitiamo a fare un altro passo, nella massima riservatezza, fatti sentire”. “Noi lo ringraziamo per il suo senso civico e chiediamo un ulteriore sforzo, è importante che si faccia sentire in qualche modo”, ha detto il legale, spiegando di aver ricevuto informazioni concrete mai rivelate nel corso di questi 17 anni.


Durante il pomeriggio di giovedì 13 maggio, Giacomo Frazzitta è tornato in televisione – stavolta a La Vita in diretta – dove ha fatto delle rivelazioni sulla lettera anonima sul caso Denise Pipitone, facendo qualche riferimento (non approfondito) sul suo contenuto e rilanciando l’appello al suo autore. “Ieri pomeriggio mi è giunta una missiva su Denise Pipitone, anonima scritta a mano, in una grafia che evidenzia due colori, in blu e in rosso in base agli argomenti che tratta. Noi ringraziamo molto questa persona per quello che ha fatto. Non deve preoccuparsi del fatto che lo ha fatto troppo tardi, l’importante è averlo fatto”.

Ora l’avvocato di Piera Maggio parla di nuovo della lettera e spiega anche parte del contenuto. “Cosa è contenuto nella lettera? – ha detto Frazzitta a Storie Italiane – Prima di tutto noi ringraziamo chi l’ha inviata perché introduce elementi interessanti che sono stati in parte riscontrati. Però volevo chiarire un fatto in via definitiva. L’oggetto della lettera, non è un oggetto negativo.

E ancora: “Non si parla di un luogo o di qualcosa di negativo nel senso più atroce del termine. In realtà più che di un luogo racconta di un fatto interessante, un pezzo del puzzle seppure dai contorni da definire però interessante. Ci introduce e ci dà un elemento a noi totalmente sconosciuto. Quindi c’è scritta una parte di verità che non conoscevamo e che arricchisce il racconto. Un pezzo del puzzle, un fatto specifico. Ripeto che non c’è un posto dove cercare, ma una cosa successa“.

 

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