Ventagli, clisteri e altre cose che ci hanno cambiati

Guanti, molle, forbici, ganci, attrezzi da lavoro, posate, occhiali, maschere e mascherine più altri oggetti, cose, cose, cose. Fino ad arrivare a mille. Tutto questo e molto altro è No name Design, l’esposizione in mostra ora alla Triennale di Milano che raccoglie strumenti – spesso di una bellezza straordinaria – che hanno cambiato la nostra vita. Oggetti in quantità che ipnotizzano e catturano l’attenzione, tutti posizionati in base alla funzione o alla tipologia, al materiale o alla famiglia formale e allineati su grandi banchi da esposizione. Perché insieme, vicini, fanno ancora più effetto. Non oggetti di culto disegnati da designer famosi, ma oggetti armoniosi tanto più belli quanto più utili. Il tutto arriva da una collezione privata, quella di Franco Clivio, designer che ha studiato alla Hochschule für Gestaltung di Ulm e ha insegnato alla Zürcher Hochschule der Künste di Zurigo. In decenni di ricerche, Clivio ha collezionato strumenti di uso comune, che sono passati sotto fra le mani di tutti in molte occasioni, ma che nell’accumulo e nella classificazione assumono un altro valore. “Ciò che è interessante – spiega la direttrice della Triennale Design Museum Silvana Annicchiaro – è la bellezza dell’oggetto in sé, ma anche e soprattutto dello sguardo, in questo caso, lo sguardo di Franco Clivio, di chi ha deciso che quell’artefatto è degno di essere accostato ad altri che gli assomigliano, e di far parte di un insieme, e di essere mostrato in un certo modo. Degno, cioè, di essere conservato e collezionato”.  Un mondo in miniatura, imperdibile per chi ama gli oggetti curiosi. Visitabile fino al 14 settembre.