“I nuovi sintomi”. Covid, non più gusto e olfatto ‘cancellati’. L’ultimo studio: ecco come si sta manifestando

Tosse, febbre e la cosiddetta ‘fame di ossigeno’, ma anche la perdita dell’olfatto, spesso associata alla mancanza del senso del gusto. Questi sono i primi, e ormai noti, sintomi da Covid-19, comparso ufficialmente per la prima volta a Wuhan a dicembre 2019. L’11 gennaio 2020 è confermata la prima vittima nel Paese e il 13 il primo decesso fuori confine, in Thailandia. Poi si registrano casi in Usa ed Europa. Il primo caso ufficiale in Italia risale al 31 gennaio 2020: si tratta di due turisti cinesi in vacanza a Roma.

Il ‘paziente 1” italiano, invece, è Mattia Maestri, risultato positivo al coronavirus e ricoverato la notte tra il 20 e il 21 febbraio all’ospedale di Codogno. Il 30 gennaio l’Oms dichiara l’emergenza globale e l’11 marzo la pandemia. Nella notte tra il 7 e l’8 marzo, con un nuovo decreto, l’allora premier Giuseppe Conte limita le possibilità di movimento nelle zone più colpite dal contagio e la sera del 9 marzo, con un nuovo decreto in vigore dal giorno successivo, tutta l’Italia diventa zona rossa. Tutto il pianeta si ferma per lockdown e chiusure. (Continua a leggere dopo la foto)


All’inizio della pandemia i sintomi del Covid erano febbre, tosse e affanno. Ora, come riporta il Corriere della Sera, la situazione sta cambiando anche a causa delle varianti. “I pazienti ci segnalano nei primi giorni della malattia più che altro una sensazione generale di malessere”, ha spiegato  Claudio Cricelli, presidente del Simg, in un’intervista rilasciata al quotidiano. E ancora: “Mal di testa, nausea e, più raramente, diarrea”. Sintomi simili all’influenza dati anche perché in questa fase questa sono i giovani a essere più colpiti. (Continua a leggere dopo la foto)

“Febbre, non per forza alta, ma soprattutto spossatezza. Quest’ ultima perdura anche a lungo. Sono i sintomi del Covid che osserviamo più di frequente nei pazienti curati a domicilio”, spiega ancora Cricelli al Corriere della Sera. “I giovani tendono ad avere una difesa immunitaria più forte. Si ammalano meno. In genere manifestano sintomi leggeri, simili all’influenza. Pochi si ammalano di polmonite (molto più frequente negli anziani) e di solito si risolve velocemente”. “Vediamo anche meno pazienti con tosse”, aggiunge Ovidio Brignoli, vicepresidente Simg. 3. Pier Luigi Bartoletti, vicesegretario del Fimmg, segnala un aumento dei sintomi gastrointestinali come dolori addominali, vomito o diarrea. “Ad allertare oggi devono essere altri campanelli d’allarme — prosegue Bartoletti al Corriere della Sera —. Primo tra tutti un forte senso di nausea e poi altri disturbi di tipo gastroenterologico, come dolori addominali, vomito o diarrea”. L’ultimo caso che è capitato, solo un paio di giorni fa.  (Continua a leggere dopo la foto)

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“Esattamente, una mia assistita, per altro molto giovane, negli ultimi giorni della settimana scorsa è venuta a studio con un forte mal di pancia. Accusava dolori allo stomaco. Ma non aveva tosse, i polmoni erano liberi, nessuna secrezione oculare, neanche una linea di febbre — spiega ancora il vice segretario della Fimmg —. Eppure, visti i casi precedenti che mi erano capitati, le ho proposto di sottoporsi a un tampone. E infatti è risultato positivo. E come lei me ne sono capitati tantissimi ultimamente. E devo constatare che adesso cominciano ad essere loro la maggior parte”. Questi ‘nuovi’ sintomi sono dati anche dalla giovane età dei pazienti, in questo periodo più colpiti rispetto agli inizi della pandemia, quando a essere colpite erano le persone della fascia anziana.

Marco Daperno, gastroenterologo all’ospedale Mauriziano di Torino: “Tra pazienti ricoverati nel reparto Covid almeno il 30% manifesta anche diarrea, vomito o nausea. Nella prima ondata le cose erano simili. Ma ce ne siamo accorti un po’ dopo perché travolti dall’emergenza”. La perdita temporanea di gusto e olfatto, invece, sembrano essere meno frequenti sulla base di osservazioni cliniche.

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